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RADICI

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  Quella parte della pianta che le permette di restare in piedi. Ancorata al terreno. Quella parte che nutre la pianta, la disseta, le fornisce cibo; e le permette di innalzarsi alta e forte verso il cielo. Verso la luce. Queste sono le radici. E lo sono anche per noi. Una parte di noi stessi che ci tiene ancorati al nostro passato. Una parte del nostro essere che tutti i giorni ci ricorda chi siamo e da dove veniamo. Una parte di noi che dobbiamo imparare a conoscere e superare. Come le radici delle piante danno nutrimento alla pianta stessa per crescere in altezza, così noi dobbiamo imparare dalle nostre radici, nutrirci della forza che ci infondono e usare questo nutrimento andare avanti verso il nostro futuro e crescere Spesso lasciamo che le nostre radici, il nostro passato ci tenga fermi e immobili dove siamo. Non diventiamo statue viventi. Ricordiamo chi siamo per andare dove desideriamo essere. Alla prossima…

NON SENSE PHOTO #16 - LA GOMMA DA MASTICARE

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  Credo che ognuno di noi nella vita abbia assaggiato almeno una volta la gomma da masticare. Nella regione in cui vivo conosciuta anche come "cicca". Dai gusti più vari e dai colori ancora più assortiti (meglio non sapere con assoluta precisione come e con che cosa erano e sono tutt'ora ottenuti quei colori) la gomma da masticare era un passatempo pomeridiano di quando ero molto, molto giovane. Oggi troviamo in commercio gomme salutari, gomme che pretendono di sostituire lo spazzolino da denti, gomme dai gusti naturali. Quando ero solo un ragazzino esistevano solo gomme buone, colorate e piene di zuccheri. Ipercaloriche insomma. Ma tutti quegli zuccheri non erano un problema. Ognuno di noi aveva una linea da far invidia al miglior fotomodello del momento. Passando praticamente tutti i giorni a correre dietro a un pallone e stando costantemente all'aria aperta estate ed inverno nessuno di noi ha mai sofferto di problemi di peso. Quando ero ragazzino però esistevan...

INVISIBLE CHILD

Oggi non una foto ma un video. Anzi tre. Tre brevi reel, un po’ surreali, girati in un parco giochi, montati con una musica stile horror ma che a guardarli bene forse così horror non sono. Il protagonista in un parco giochi non poteva che essere un bambino. Ma qui il bambino non c’è. Da qui il titolo di questo post. Bambino invisibile, Invisible Child, in inglese, perché oramai fa figo usare i neologismi di un’altra lingua. Il bambino non c’è perché qualcun altro ha deciso per lui che in quel parco non doveva giocare. Qualcun altro a migliaia di chilometri dalla sua casa, senza nemmeno conoscerlo, senza sapere nemmeno quel bambino chi fosse, che faccia avesse, che sogni avesse, ha deciso così dalla mattina alla sera che in quel parco non doveva giocare. Di più. Ha deciso che quel bambino non dovesse avere una casa, una scuola, dei genitori, degli amici con cui giocare. Ha deciso di cancellarlo. Di cancellare lui e tanti altri come lui per un interesse che ne al bambino ne a noi int...