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ITINERARI LETTERARI #1

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  Torino è una città dai mille volti. Passeggi per le sue vie e puoi passare attraverso mille suggestioni, mille passaggi. Storia che sta nei libri di scuola ma anche storie piccole che nei libri no trovano posto e le trovi scritte sulla pietra di qualche lapide, sui muri di qualche palazzo. Vie, palazzi, persone che sono passati tutti da questa città e hanno lasciato un segno e che scopi per la prima volta o ritrovi in un libro. Magari un libro letto a scuola, obbligato dalla maestra, e che all’epoca nemmeno ti piacque. Proprio perchè imposto. Oggi abbiamo l’abitudine di andare di fretta. Corriamo d auna parte all’altra, ci affanniamo a cercare di completare tutti gli impegni della giornata dimenticandoci di quello che abbiamo intorno. Passiamo per le nostre città senza nemmeno accorgerci di quello che ci circonda. Non importa se siamo ragazzi, adolescenti, manager in carriera o operai in una catena di montaggio. Siamo diventati ignari del mondo che ci ospita. Ignari e ignoran...

IGNORANZA = PAURA

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  In passato la filosofia si praticava nei templi, nelle agora, nelle piazza, all’ombra di magnifici porticati adorni di sculture dei più grandi maestri. In domus patrizie con affreschi e dipinti a guardarti dalle pareti. Seguivi il tuo maestro in lunghe passeggiate riempiendo gli occhi di arte e la mente di nuove ed innovative idee. Oggi la filosofia la troviamo sui muri delle nostre città e i moderni maestri impartiscono le loro lezioni al tavolo di un bar alle cui pareti troviamo riproduzioni dozzinali di qualche famoso pittore o una foto di una spiaggia esotica. Ci riempiamo la pancia di alcol e gli occhi di sogni di lidi lontani e soleggiati dove non ci sono smog, stress e una vita opprimente. I maestri nostrani però a saperli ascoltar, a filtrare a maglie strette le loro parole confuse fra il fumo di una sigaretta e quello dell’alcol dell’ennesimo bicchiere di birra, sanno esprimere concetti profondi come fecero a suo tempo Socrate, Platone e Aristotele. L’ignoranza è p...

APERITIVO PER DUE

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  Il rito dell’aperitivo, consumato al tavolino di un bar fronte mare, con i pescherecci che si preparano ad uscire per un’altra nottata di pesca. Una coppia, due amici, due amanti in cerca di discrezione lontano dai luoghi cui sono soliti muoversi. Un tavolino, due calici, qualcosa da stuzzicare e poi tante chiacchiere.   Chiacchiere ad alta voce quelle di due amici che parlano di donne, calcio, della loro vita che scorre lente. Sussurri di due innamorati in vacanza. Magari la loro prima vacanza insieme. Sole, mare… Sussurri ancora più discreti quelli di due amanti clandestini che consumano un cocktail prima di ritornare alle loro vite come nulla fosse. Questo e altro attorno ad un piccolo tavolino in riva al mare, i pescherecci sonnolenti si destano per la pesca, il passeggio pre serale in cerca di un ristornate, il girono che volge al termine, la notte pronta a scatenarsi. Alla prossima…

TRE AMICI AL BAR

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Tre amici di quelli di altri tempi. Di quelli su cui puoi sempre contare. Di quelli con cui invecchi ma in realtà sembra che gli anni non passino mai. Di quelli con cui continui a ridere e scherzare allo stesso modo a venti, a trenta, a quaranta, a cinquant’anni. Di quelli che non abbandoni mai. Di quelli che la vita a volte, con i suoi bivi, le sue strade, ti porta via e ti restituisce dopo anni. Anni che poi non sembrano essere passati perché è come essersi salutati la sera prima. Amici come quelli di un vecchio film di Monicelli che si rifiutano di crescere. Anche se a vederli bene non sono loro che non vogliono crescere ma è la vita che fa crescere tutti gli altri in modo diverso. Giusto o sbagliato che sia non ha importanza. Con amici così si può affrontare tutto e andare ovunque. Alla prossima…

NON SENSE PHOTO #11 - CURVE

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Nuovo appuntamento NON SENSE. Oggi parliamo di curve. Non quelle delle donne. Ma di curve. Quelle che puoi trovare in giro. Oppure quelle della Vita. Passeggiando mi sono imbattuto in una meravigliosa panchina in metallo tutta curve. Scomoda come poche. Le bacchette in metallo, fredde fra l'altro, ti si piantano dovunque e rendono la permanenza davvero difficile. Uno cerca una panchina per riposarsi un po' dopo una lunga passeggiata, ne trova finalmente una libera, anche carina dai con quel suo andamento sinuoso, ci si siede e...taak! Ci si alza subito perché scomoda da morire. Ma tant'è, che volete farci? Nelle scuole di design italiane certo che insegnano che la forma deve essere diretta conseguenza della funzione, che il compito del designer è quello di realizzare oggetti belli si ma funzionali, ma a quanto pare il messaggio non viene recepito. Peccato per la scomodità ma una bella foto di una curva ci stava. Tutta sfocata sullo sfondo. Pochissima profondità di campo...

IL PASSATO RITORNA

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Il passato torna sempre dicevano. I fantasmi del passato non ci abbandonano mai. Sono un eterno ritornare, alla memoria, nella vita quotidiana. Che siano persone, cose, oggetti, tornano sempre a perseguitarci. Fin qui la retorica. Il passato è passato e viverci dentro quando siamo nel presente non è cosa buona. Fa perdere il senso delle cose, o come diceva un grande scrittore italiano "il senso della frase". Vivere nel passato non è vivere. E' inseguire ricordi, è inseguire voli pindarici della mente. E' farsi una solenne sega mentale con i se e con i ma. Siamo esseri razionali fatti per vivere nel presente. Il passato è passato. A volte però il passato ritorna. Sotto forma di oggetti. Anche se viviamo in piani anni 2000, siamo sopravvissuti al passaggio del millennio, la tecnologia è andata avanti, ogni tanto oggetti dal passato affiorano alla mente. O meglio, affiorano agli angoli meno probabili della nostra vita. Così un giorno passeggi per un paesino della c...

ALTRI TEMPI

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Quando si stava peggio si stava meglio. I tempi andati sono sempre i migliori. Bellissime frasi fatte, piene di retorica, che inesorabilmente ci legano al passato. Un'ancora, una palla di metallo che ci portiamo dietro e di cui non riusciamo proprio a fare a meno. Eh si, perché sarebbe facile togliersi questo peso e andare leggeri verso il futuro ma probabilmente non abbiamo il coraggio di farlo. Di coraggio si tratta, non di essertene in grado. A volte stiamo meglio non sapendo cosa ci aspetta. Quando basterebbe poco per stare meglio. Così per le nostre città vedi ancora carretti trainati da cavalli, usciti da un portale interdimensionale pensi. Invece no. Sono usciti da qualche cascina soffocata da immensi palazzoni che ancora resiste con le sue tradizioni nonostante tutto. Le auto, le tangenziali, la velocità. Resiste ad una Vita lenta. Fatta di tradizioni. Una Vita d'altri tempi. Una Vita che si rifiuta di vivere nel presente e si ancora al passato con tutte le sue forz...

VIGILI DEL FUOCO

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Sono sempre lì, pronti a  fare il loro dovere. Nascosti dietro le loro maschere, con gli elmi enormi calati sulla testa. Noi non li vediamo ma loro sono sempre li. Fanno un lavoro difficile, con attrezzature spesso inadeguate. Rischiano   la salute, a volte di più, la loro vita. Hanno famiglie a casa che li aspettano ma non esitano in servizio perché in fondo, forse, considerano un po’ tutti la loro famiglia. Fanno un lavoro bellissimo, perché cosa c’è di più bello che aiutare il prosimo? Ma spesso…a che prezzo? Alla prossima...

NON SENSE PHOTO #11 - FACCE

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Forse già lo sapete. Sono papà di una splendida bimba. No, tranquilli non è il post dove chiacchiero di mia figlia coprendola di virtù come fanno normalmente tutti i padri e postando innumerevoli sue immagini che la riprendono in tutte le situazioni della sua quotidianità. Quel post non vedrà mai la luce. IN realtà avere una figlia, o un figlio, sopratutto se di età molto piccola ti permette di avventurarti in quei luoghi chiamati parchi con una macchina fotografica al collo senza essere guardato male dai genitori degli altri infanti (a ragione aggiungerei, i tempi purtroppo sono profondamente diversi da quando ero io il piccolo fruitore del parco). Avere la macchina sempre dietro permette (oltre all'indubbio vantaggio di realizzare splendidi ricordi della tua prole, che guarderai con nostalgia e lacrimuccia annessa quando questa sarà grande, via di casa chissà dove) anche di indagare il parco e i suoi misteri. Misteri si, perché ci sono almeno un paio di cose degne dell'in...

IL TORET

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  Il Toret è un blocco di ghisa verde bottiglia. Lo puoi trovare per le strade di una sola città al mondo. Torino. Il Toret è in realtà una fontana. Dispensa acqua e assicura un po' di frescura nelle torride estati cittadine. Ha una testa di toro dal quale sgorga acqua in continuazione. I Toret, evviva lo spreco, non hanno rubinetto. Il Toret non è solo una fontana, è anche il simbolo di una città. Questa fontanella è entrata nell'immaginario collettivo. Le vie di Torino non si possono immaginare senza un Toret che dispensa acqua fresca. Del resto il toro è il simbolo della città stessa dove il simbolismo è tutt'ora vivo e palpabile per le sue vie. Non possiamo quindi non immaginare una semplice fontana come il simbolo di una città intera. Non possiamo paragonare la forza del toro al carattere e alla forza di una città che ha sempre saputo reagire con forza e carattere a tutto quello che la Storia grande e piccola gli ha messo sulla strada. Quando vi capita di passeggiare p...