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Visualizzazione dei post con l'etichetta storie

VERSO L’INFINITO E OLTRE

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  Post numero 200! Altro traguardo per il blog che non è stato abbandonato per sempre a se stesso e alle pieghe del web. Un post speciale meritava una storia speciale. Quindi quale storia migliore se non quella di C. che avevamo lasciato con le sue scarpine ad esplorare timidamente il mondo ( https://storiedifoto.blogspot.com/2016/08/c-c-e-una-bimba_10.html ) e ora ritroviamo con uno zaino in spalla, ben più grande di lei pronta ad affrontare a testa alta un importante passo della sua vita: la scuola. Passo importante per lei ma anche per noi che abbiamo il dovere di seguirla, indirizzarla, proteggerla, per quanto possibile, e vederla pian piano andare fiera sulle sue gambe verso la strada che sceglierà di percorrere. Scuola che vedrà anche noi sui banchi per incoraggiarla, consolarla, asciugare le prime lacrimucce di delusione, gioire insieme a lei per i primi risultati ottenuti. La scuola non è solo per i figli, è anche per i genitori, e non è semplicemente accompagnarli alla...

NON SENSE PHOTO #17 - PIEDI

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  Ci tengono dritti e ci portano a spasso. Ci fanno sentire in imbarazzo. Li nascondiamo nelle scarpe. Più o meno comode che siano. Li scaldiamo nei calzettoni di lana della nonna e sotto una montagna di coperte in inverno quando fa freddo. Li seppelliamo nella sabbia sulla spiaggia d’estate. Li maltrattiamo con tacchi vertiginosi per sentirci alte e fighe salvo poi lamentarci del dolore e tirare quelle maledette scarpe in un angolo. A casa poi li anneghiamo per ore in acqua e Sali profumati. Li cospargiamo ci creme e li abbelliamo con smalti colorati, cavigliere e altri amenicoli vari. Li usiamo per sentire la carezza dell’erba, la forza di un sasso o il freddo e dolce abbraccio dell’acqua. Nelle culture orientali sono le terminazioni dei nostri organi e opportunamente stimolati, nei punti giusti, possono liberare energia positiva. Li usiamo con violenza per tirare calci. Magari corazzati con pesanti scarponi. Ci giochiamo, a calcio per esempio, o in altri modi...

RADICI

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  Quella parte della pianta che le permette di restare in piedi. Ancorata al terreno. Quella parte che nutre la pianta, la disseta, le fornisce cibo; e le permette di innalzarsi alta e forte verso il cielo. Verso la luce. Queste sono le radici. E lo sono anche per noi. Una parte di noi stessi che ci tiene ancorati al nostro passato. Una parte del nostro essere che tutti i giorni ci ricorda chi siamo e da dove veniamo. Una parte di noi che dobbiamo imparare a conoscere e superare. Come le radici delle piante danno nutrimento alla pianta stessa per crescere in altezza, così noi dobbiamo imparare dalle nostre radici, nutrirci della forza che ci infondono e usare questo nutrimento andare avanti verso il nostro futuro e crescere Spesso lasciamo che le nostre radici, il nostro passato ci tenga fermi e immobili dove siamo. Non diventiamo statue viventi. Ricordiamo chi siamo per andare dove desideriamo essere. Alla prossima…

INFRAROSSO

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L’infrarosso è uno sguardo nel mondo dell’invisibile. Il nostro occhio può vedere solo una parte della luce che ci arriva dalla nostra stella. Gran parte di essa per noi rimane invisibile; ma se potessimo improvvisamente riuscire a vedere in quel mondo, cosa vedremmo? Altri colori, altre ombre. Forme a noi note che non riconosceremmo. Paesaggi familiari diventerebbero mondi alieni. Noi di colpo saremmo trasformati in novelli esploratori. Alla prossima...

ITINERARI LETTERARI #1

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  Torino è una città dai mille volti. Passeggi per le sue vie e puoi passare attraverso mille suggestioni, mille passaggi. Storia che sta nei libri di scuola ma anche storie piccole che nei libri no trovano posto e le trovi scritte sulla pietra di qualche lapide, sui muri di qualche palazzo. Vie, palazzi, persone che sono passati tutti da questa città e hanno lasciato un segno e che scopi per la prima volta o ritrovi in un libro. Magari un libro letto a scuola, obbligato dalla maestra, e che all’epoca nemmeno ti piacque. Proprio perchè imposto. Oggi abbiamo l’abitudine di andare di fretta. Corriamo d auna parte all’altra, ci affanniamo a cercare di completare tutti gli impegni della giornata dimenticandoci di quello che abbiamo intorno. Passiamo per le nostre città senza nemmeno accorgerci di quello che ci circonda. Non importa se siamo ragazzi, adolescenti, manager in carriera o operai in una catena di montaggio. Siamo diventati ignari del mondo che ci ospita. Ignari e ignoran...

NON SENSE PHOTO #16 - LA GOMMA DA MASTICARE

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  Credo che ognuno di noi nella vita abbia assaggiato almeno una volta la gomma da masticare. Nella regione in cui vivo conosciuta anche come "cicca". Dai gusti più vari e dai colori ancora più assortiti (meglio non sapere con assoluta precisione come e con che cosa erano e sono tutt'ora ottenuti quei colori) la gomma da masticare era un passatempo pomeridiano di quando ero molto, molto giovane. Oggi troviamo in commercio gomme salutari, gomme che pretendono di sostituire lo spazzolino da denti, gomme dai gusti naturali. Quando ero solo un ragazzino esistevano solo gomme buone, colorate e piene di zuccheri. Ipercaloriche insomma. Ma tutti quegli zuccheri non erano un problema. Ognuno di noi aveva una linea da far invidia al miglior fotomodello del momento. Passando praticamente tutti i giorni a correre dietro a un pallone e stando costantemente all'aria aperta estate ed inverno nessuno di noi ha mai sofferto di problemi di peso. Quando ero ragazzino però esistevan...

NON SENSE PHOTO #15 – ATOLLI

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  La pausa estiva è finita e il blog ritorna con una nuova foto dal progetto NON SENSE. Quante volte appoggiando un bicchiere sul tavolo questo ha lasciato la sua bella impronta circolare? Sempre direi. Potrebbe essere una nuova Legge di Murphy. O forse esiste già. Devo andare a controllare. Tutte le volte che poggiamo un bicchiere su un tavolo questo lascia la sua impronta d’acqua. Postulato inconfutabile. O quasi. Bhe, veritiera o meno questa affermazione, faceva così caldo che volevo un bicchiere d’acqua. Lo prendo dallo scolapiatti sopr ail lavello, lo riempio di prezioso liquido fresco, mando giù e appoggio il bicchier esul tavolo. E questo lascia subito la sua brava impronta circolare. Non completa. Solo parziale. Allora la mente vaga e arriva agli atolli della polinesia E propio come un piccolo atollo con la sua lagina interna sperduto in un mare cristallino quell’imprinta di bicchiere si perde nell’immensità dle tavolo. Un piccolo atollo d’acqua su una superficie di l...

CHIUSO PER FERIE

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  Il Blog va in vacanza. Tornerà a settembre. Forse. O forse tornerà nel dimenticatoio come l’ultima volta, salvo poi spuntare all’improvviso dai meandri del web. Buone vacanze...alla prossima...

MANICHINI

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  Esseri di plastica messi in vetrina con indosso abiti più o meno costosi. E se prendessero vita? E’ proprio la trama di un vecchio film. Una commedia divertente con una colonna sonora di tutto rispetto realizzata da un gruppo pietra miliare della musica. Ma se veramente i manichini avessero una vita? Di giorno fermi, immobili nelle vetrine. Poi di notte, a negozi chiusi, scendono dai loro trespoli e animano le tenebre con estemporanee sfilate di moda. Il loro sarebbe un mondo fatto di abiti, luci, lustrini, sempre sotto i riflettori, giorno e notte. Modelli non per mestiere o passione, ma modelli per l avita. Una vita a metà. Vissuta solo quando noi umani siamo chiusi nelle nostre case e loro si sentono liberi di esprimersi. Chi lo sa, forse è per questo che le luci nelle vetrine restano accese anche di notte. Alla prossima…

IGNORANZA = PAURA

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  In passato la filosofia si praticava nei templi, nelle agora, nelle piazza, all’ombra di magnifici porticati adorni di sculture dei più grandi maestri. In domus patrizie con affreschi e dipinti a guardarti dalle pareti. Seguivi il tuo maestro in lunghe passeggiate riempiendo gli occhi di arte e la mente di nuove ed innovative idee. Oggi la filosofia la troviamo sui muri delle nostre città e i moderni maestri impartiscono le loro lezioni al tavolo di un bar alle cui pareti troviamo riproduzioni dozzinali di qualche famoso pittore o una foto di una spiaggia esotica. Ci riempiamo la pancia di alcol e gli occhi di sogni di lidi lontani e soleggiati dove non ci sono smog, stress e una vita opprimente. I maestri nostrani però a saperli ascoltar, a filtrare a maglie strette le loro parole confuse fra il fumo di una sigaretta e quello dell’alcol dell’ennesimo bicchiere di birra, sanno esprimere concetti profondi come fecero a suo tempo Socrate, Platone e Aristotele. L’ignoranza è p...

NON SENSE #13 – FRUTTA

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Una banana, una mela, un kiwi e un mandarino. Frutta. Ripresa dall’alto. Frutta un po’ vecchiotta. Almeno la banana. Frutta piena di vitamine, buona, salutare. Frutta. Messa li sul tavolo bianco. Asettico. Quasi un tavolo operatorio o un tavolo delle autopsie. Frutta buttata li come viene viene. Senza uno scopo, senza un perché. Frutta lasciata invecchiare. Frutta non mangiata. Le sue vitamine non ci aiuteranno. Non ci proteggeranno dai malanno stagionali. Frutta vecchia. Dalla buccia nera, macchiata e rugosa. Frutta scartata perchè non bella. Frutta che deve sottostare anche lei alle regole non scritte di una società dove il bello (apparente) comanda. Se non sei bello, perfetto, prestante sei scartato. Per fortuna non ti tirano le pietre come cantava Antoine in una famosa canzone. Frutta nata brutta sull’albero e suo malgrado scartata proprio per la sua estetica da una società che  non è più in grado di guardare oltre le apparenze e sceglie il bello senza qualità a discapito d...

UOVA

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  E’ uno degli ingredienti  principe in cucina. Chef stellati di ogni cultura e nazionalità si sono cimentati nella sua preparazione in ogni declinazione. Fotografi più o meno famosi ne hanno fatto il soggetto delle loro immagini, ne hanno indagato la forma, la texture, il colore. L’uovo è quel soggetto che no ti stancheresti mai di fotografare perché nella sua semplicità ha una complessità intrinseca che ti costringe a pensare fuori dagli schemi se lo vuoi valorizzare. Chef di fama mondiale hanno perso intere giornata a cercare di valorizzare questo ingrediente semplice e delicato, per renderlo protagonista di un piatto. Grandi fotografi nei loro studi hanno fatto altrettanto epr cercare di rappresentarlo nel modo meno banale possibile. Anche io nel mio piccolo ho cercato di confrontarmi con l’uovo. Lasciando da parte i soliti pensieri filosofici dove l’uovo è la culla della vita o le domande più o meno banali, che poi tanto banali non sono, tipo è nato prima l’uovo o la ga...

APERITIVO PER DUE

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  Il rito dell’aperitivo, consumato al tavolino di un bar fronte mare, con i pescherecci che si preparano ad uscire per un’altra nottata di pesca. Una coppia, due amici, due amanti in cerca di discrezione lontano dai luoghi cui sono soliti muoversi. Un tavolino, due calici, qualcosa da stuzzicare e poi tante chiacchiere.   Chiacchiere ad alta voce quelle di due amici che parlano di donne, calcio, della loro vita che scorre lente. Sussurri di due innamorati in vacanza. Magari la loro prima vacanza insieme. Sole, mare… Sussurri ancora più discreti quelli di due amanti clandestini che consumano un cocktail prima di ritornare alle loro vite come nulla fosse. Questo e altro attorno ad un piccolo tavolino in riva al mare, i pescherecci sonnolenti si destano per la pesca, il passeggio pre serale in cerca di un ristornate, il girono che volge al termine, la notte pronta a scatenarsi. Alla prossima…

SOLITUDINE

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  Quanto può essere strano essere soli in un mondo perennemente connesso. Abbiamo tutti in tasca un rettangolo di plastica e metallo che con un click ci permette di vedere in tempo reale cosa succede dall’altra parte del mondo eppure siamo soli. Grazie ad internet possiamo parlare con un perfetto sconosciuto dall’altra parte del mondo, possiamo lavorare da casa, possiamo vedere un film, possiamo ascoltare musica. Poi però siamo soli. Internet riempie le nostre vite di rumori di fondo, intasa il nostro cervello di informazioni, spesso inutili. Internet riempie la nostra solitudine. Il bello della fotografia è che ti permette di vedere, se vuoi davvero vedere, cose che altrimenti finirebbero nascoste sotto quell’assordante rumore di fondo generato dalla costante connessione che abbiamo sempre in tasca col mondo virtuale. Grazie alla scusa della fotografia ti accorgi della solitudine che lentamente avanza e si insinua fra noi. La vedi nei gesti lenti, negli atteggiamenti sommessi,...

TRE AMICI AL BAR

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Tre amici di quelli di altri tempi. Di quelli su cui puoi sempre contare. Di quelli con cui invecchi ma in realtà sembra che gli anni non passino mai. Di quelli con cui continui a ridere e scherzare allo stesso modo a venti, a trenta, a quaranta, a cinquant’anni. Di quelli che non abbandoni mai. Di quelli che la vita a volte, con i suoi bivi, le sue strade, ti porta via e ti restituisce dopo anni. Anni che poi non sembrano essere passati perché è come essersi salutati la sera prima. Amici come quelli di un vecchio film di Monicelli che si rifiutano di crescere. Anche se a vederli bene non sono loro che non vogliono crescere ma è la vita che fa crescere tutti gli altri in modo diverso. Giusto o sbagliato che sia non ha importanza. Con amici così si può affrontare tutto e andare ovunque. Alla prossima…

INVISIBLE CHILD

Oggi non una foto ma un video. Anzi tre. Tre brevi reel, un po’ surreali, girati in un parco giochi, montati con una musica stile horror ma che a guardarli bene forse così horror non sono. Il protagonista in un parco giochi non poteva che essere un bambino. Ma qui il bambino non c’è. Da qui il titolo di questo post. Bambino invisibile, Invisible Child, in inglese, perché oramai fa figo usare i neologismi di un’altra lingua. Il bambino non c’è perché qualcun altro ha deciso per lui che in quel parco non doveva giocare. Qualcun altro a migliaia di chilometri dalla sua casa, senza nemmeno conoscerlo, senza sapere nemmeno quel bambino chi fosse, che faccia avesse, che sogni avesse, ha deciso così dalla mattina alla sera che in quel parco non doveva giocare. Di più. Ha deciso che quel bambino non dovesse avere una casa, una scuola, dei genitori, degli amici con cui giocare. Ha deciso di cancellarlo. Di cancellare lui e tanti altri come lui per un interesse che ne al bambino ne a noi int...

UN FIUME DI STORIE

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Grazie ad una nanetta che da cinque anni gira per casa, sono diventato assiduo fruitore dei prodotti Disney. In uno dei loro lungometraggi, visti così tante volte da poterli recitare battuta per battuta, uno dei personaggi dice una cosa che mi ha fatto riflettere: “L’acqua ha memoria”. A pensarci bene l’acqua ha davvero memoria, se la mettiamo in un contenitore, la travasiamo e la rimettiamo nello stesso contenitore la sua forma non cambia. Certo, direte voi, facile, è fisica! Il contenitore è sempre lo stesso. Certo dico io, m anella vita solo la fisica non basta, a volte ci vuole anche un pizzico di filosofia. Immaginiamo un fiume, un grande fiume. Anche se con i periodi di siccità che ci sono immaginare un grande fiume diventa difficile facciamo uno sforzo. Un fiume lento, che con il suo incedere costante e sicuro attraversa città, campagne. Un fiume che viene da lontano, dalle montagne. Nasce poco più che rigagnolo ma strada facendo cresce sempre di più. Non perché lungo il s...

PASSATO

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Il progresso corre. Non possiamo fermarci di fronte a nulla. La società evolve. Eppure sento che siamo tanto, troppo legati al nostro passato che questo diventa quasi un'ancora che ci ferma nella corsa al futuro. Girando per le nostre città troviamo ancora dinosauri risalenti al nostro boom economico lì a testimoniare da dove siamo partiti. Ma se ci guardiamo intorno purtroppo spesso ci accorgiamo di non essere andati molto più in là. Questo vecchio edificio industriale quando è stato fotografato quasi per caso era l'ultimo baluardo di quella vecchia economia fatta di enormi società che quando ti capitava di andarci a lavorare come impiegato face vi fatica a capire cosa dovevi fare. Enormi megaditte fantozziane fatte di passacarte in giacca e cravatta che si arrabattano tutto il giorno spesso senza sapere nemmeno loro per cosa. Vecchi residui industriali a punteggiare le nostre città felicità di schiere di giovani architetti che non vedono l'ora di poter mettere le lo...

NON SENSE PHOTO #11 - FACCE

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Forse già lo sapete. Sono papà di una splendida bimba. No, tranquilli non è il post dove chiacchiero di mia figlia coprendola di virtù come fanno normalmente tutti i padri e postando innumerevoli sue immagini che la riprendono in tutte le situazioni della sua quotidianità. Quel post non vedrà mai la luce. IN realtà avere una figlia, o un figlio, sopratutto se di età molto piccola ti permette di avventurarti in quei luoghi chiamati parchi con una macchina fotografica al collo senza essere guardato male dai genitori degli altri infanti (a ragione aggiungerei, i tempi purtroppo sono profondamente diversi da quando ero io il piccolo fruitore del parco). Avere la macchina sempre dietro permette (oltre all'indubbio vantaggio di realizzare splendidi ricordi della tua prole, che guarderai con nostalgia e lacrimuccia annessa quando questa sarà grande, via di casa chissà dove) anche di indagare il parco e i suoi misteri. Misteri si, perché ci sono almeno un paio di cose degne dell'in...

LA PASTA

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  A chi non piace la pasta! Il piatto nazionale potremmo dire. Condita nei modi più disparati, con sughi, verdure, formaggi, non manca mai sulle tavole. Persino in tempo di guerra dove mancava tutto un piatto di pasta lo si poteva trovare sempre...o quasi...e mai veniva negato. Amico o nemico che si presentasse alla porta. Perché quando si ha fame non siamo più amici o nemici, siamo solo poveracci presi in un ingranaggio più grande di noi. Alla pasta sono dedicate una quantità enorme di fotografie. Ne sono pieni i libri realizzati dai più grandi chef stellati del mondo che con la pasta hanno creato non piatti ma vere opere d'arte culinaria. Ne è pieno internet con i suoi forum sulla cucina e sulla fotografi. Ne sono sicuramente pieni i nostri smartphone che sono costretti da noi a "mangiare" tutti i piatti dei ristoranti che frequentiamo. Una volta, quando usavamo la pellicola non ci saremo mai sognati di sprecare un fotogramma per un piatto di spaghetti al ragù o di la...