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NON SENSE PHOTO #17 - PIEDI

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  Ci tengono dritti e ci portano a spasso. Ci fanno sentire in imbarazzo. Li nascondiamo nelle scarpe. Più o meno comode che siano. Li scaldiamo nei calzettoni di lana della nonna e sotto una montagna di coperte in inverno quando fa freddo. Li seppelliamo nella sabbia sulla spiaggia d’estate. Li maltrattiamo con tacchi vertiginosi per sentirci alte e fighe salvo poi lamentarci del dolore e tirare quelle maledette scarpe in un angolo. A casa poi li anneghiamo per ore in acqua e Sali profumati. Li cospargiamo ci creme e li abbelliamo con smalti colorati, cavigliere e altri amenicoli vari. Li usiamo per sentire la carezza dell’erba, la forza di un sasso o il freddo e dolce abbraccio dell’acqua. Nelle culture orientali sono le terminazioni dei nostri organi e opportunamente stimolati, nei punti giusti, possono liberare energia positiva. Li usiamo con violenza per tirare calci. Magari corazzati con pesanti scarponi. Ci giochiamo, a calcio per esempio, o in altri modi...

RADICI

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  Quella parte della pianta che le permette di restare in piedi. Ancorata al terreno. Quella parte che nutre la pianta, la disseta, le fornisce cibo; e le permette di innalzarsi alta e forte verso il cielo. Verso la luce. Queste sono le radici. E lo sono anche per noi. Una parte di noi stessi che ci tiene ancorati al nostro passato. Una parte del nostro essere che tutti i giorni ci ricorda chi siamo e da dove veniamo. Una parte di noi che dobbiamo imparare a conoscere e superare. Come le radici delle piante danno nutrimento alla pianta stessa per crescere in altezza, così noi dobbiamo imparare dalle nostre radici, nutrirci della forza che ci infondono e usare questo nutrimento andare avanti verso il nostro futuro e crescere Spesso lasciamo che le nostre radici, il nostro passato ci tenga fermi e immobili dove siamo. Non diventiamo statue viventi. Ricordiamo chi siamo per andare dove desideriamo essere. Alla prossima…

INFRAROSSO

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L’infrarosso è uno sguardo nel mondo dell’invisibile. Il nostro occhio può vedere solo una parte della luce che ci arriva dalla nostra stella. Gran parte di essa per noi rimane invisibile; ma se potessimo improvvisamente riuscire a vedere in quel mondo, cosa vedremmo? Altri colori, altre ombre. Forme a noi note che non riconosceremmo. Paesaggi familiari diventerebbero mondi alieni. Noi di colpo saremmo trasformati in novelli esploratori. Alla prossima...

ITINERARI LETTERARI #1

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  Torino è una città dai mille volti. Passeggi per le sue vie e puoi passare attraverso mille suggestioni, mille passaggi. Storia che sta nei libri di scuola ma anche storie piccole che nei libri no trovano posto e le trovi scritte sulla pietra di qualche lapide, sui muri di qualche palazzo. Vie, palazzi, persone che sono passati tutti da questa città e hanno lasciato un segno e che scopi per la prima volta o ritrovi in un libro. Magari un libro letto a scuola, obbligato dalla maestra, e che all’epoca nemmeno ti piacque. Proprio perchè imposto. Oggi abbiamo l’abitudine di andare di fretta. Corriamo d auna parte all’altra, ci affanniamo a cercare di completare tutti gli impegni della giornata dimenticandoci di quello che abbiamo intorno. Passiamo per le nostre città senza nemmeno accorgerci di quello che ci circonda. Non importa se siamo ragazzi, adolescenti, manager in carriera o operai in una catena di montaggio. Siamo diventati ignari del mondo che ci ospita. Ignari e ignoran...

NON SENSE PHOTO #16 - LA GOMMA DA MASTICARE

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  Credo che ognuno di noi nella vita abbia assaggiato almeno una volta la gomma da masticare. Nella regione in cui vivo conosciuta anche come "cicca". Dai gusti più vari e dai colori ancora più assortiti (meglio non sapere con assoluta precisione come e con che cosa erano e sono tutt'ora ottenuti quei colori) la gomma da masticare era un passatempo pomeridiano di quando ero molto, molto giovane. Oggi troviamo in commercio gomme salutari, gomme che pretendono di sostituire lo spazzolino da denti, gomme dai gusti naturali. Quando ero solo un ragazzino esistevano solo gomme buone, colorate e piene di zuccheri. Ipercaloriche insomma. Ma tutti quegli zuccheri non erano un problema. Ognuno di noi aveva una linea da far invidia al miglior fotomodello del momento. Passando praticamente tutti i giorni a correre dietro a un pallone e stando costantemente all'aria aperta estate ed inverno nessuno di noi ha mai sofferto di problemi di peso. Quando ero ragazzino però esistevan...

NON SENSE PHOTO #15 – ATOLLI

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  La pausa estiva è finita e il blog ritorna con una nuova foto dal progetto NON SENSE. Quante volte appoggiando un bicchiere sul tavolo questo ha lasciato la sua bella impronta circolare? Sempre direi. Potrebbe essere una nuova Legge di Murphy. O forse esiste già. Devo andare a controllare. Tutte le volte che poggiamo un bicchiere su un tavolo questo lascia la sua impronta d’acqua. Postulato inconfutabile. O quasi. Bhe, veritiera o meno questa affermazione, faceva così caldo che volevo un bicchiere d’acqua. Lo prendo dallo scolapiatti sopr ail lavello, lo riempio di prezioso liquido fresco, mando giù e appoggio il bicchier esul tavolo. E questo lascia subito la sua brava impronta circolare. Non completa. Solo parziale. Allora la mente vaga e arriva agli atolli della polinesia E propio come un piccolo atollo con la sua lagina interna sperduto in un mare cristallino quell’imprinta di bicchiere si perde nell’immensità dle tavolo. Un piccolo atollo d’acqua su una superficie di l...

CHIUSO PER FERIE

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  Il Blog va in vacanza. Tornerà a settembre. Forse. O forse tornerà nel dimenticatoio come l’ultima volta, salvo poi spuntare all’improvviso dai meandri del web. Buone vacanze...alla prossima...

BACCO E TABACCO

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  “…quindi è questo il segreto della tua proverbiale calma, il tabacco?” “no, ma aiuta.” Due dei piaceri del buon vivere: tabacco e whisky. In quanto piaceri non devono essere abusati ma gustati, assaporati perché anche un buon tabacco, come un buon whisky o un buon vino, ha mille sfaccettature di gusti e profumi. Così come un buon whisky racconta della terra dal quale proviene. Piaceri appunto, non vizi. Non abusi che minano ment e ecorpo. Piaceri della vita che aiutano e stimolano a riflettere sulla nostra vita. Alla priossima…

IGNORANZA = PAURA

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  In passato la filosofia si praticava nei templi, nelle agora, nelle piazza, all’ombra di magnifici porticati adorni di sculture dei più grandi maestri. In domus patrizie con affreschi e dipinti a guardarti dalle pareti. Seguivi il tuo maestro in lunghe passeggiate riempiendo gli occhi di arte e la mente di nuove ed innovative idee. Oggi la filosofia la troviamo sui muri delle nostre città e i moderni maestri impartiscono le loro lezioni al tavolo di un bar alle cui pareti troviamo riproduzioni dozzinali di qualche famoso pittore o una foto di una spiaggia esotica. Ci riempiamo la pancia di alcol e gli occhi di sogni di lidi lontani e soleggiati dove non ci sono smog, stress e una vita opprimente. I maestri nostrani però a saperli ascoltar, a filtrare a maglie strette le loro parole confuse fra il fumo di una sigaretta e quello dell’alcol dell’ennesimo bicchiere di birra, sanno esprimere concetti profondi come fecero a suo tempo Socrate, Platone e Aristotele. L’ignoranza è p...

NON SENSE #13 – FRUTTA

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Una banana, una mela, un kiwi e un mandarino. Frutta. Ripresa dall’alto. Frutta un po’ vecchiotta. Almeno la banana. Frutta piena di vitamine, buona, salutare. Frutta. Messa li sul tavolo bianco. Asettico. Quasi un tavolo operatorio o un tavolo delle autopsie. Frutta buttata li come viene viene. Senza uno scopo, senza un perché. Frutta lasciata invecchiare. Frutta non mangiata. Le sue vitamine non ci aiuteranno. Non ci proteggeranno dai malanno stagionali. Frutta vecchia. Dalla buccia nera, macchiata e rugosa. Frutta scartata perchè non bella. Frutta che deve sottostare anche lei alle regole non scritte di una società dove il bello (apparente) comanda. Se non sei bello, perfetto, prestante sei scartato. Per fortuna non ti tirano le pietre come cantava Antoine in una famosa canzone. Frutta nata brutta sull’albero e suo malgrado scartata proprio per la sua estetica da una società che  non è più in grado di guardare oltre le apparenze e sceglie il bello senza qualità a discapito d...

LA DATA

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Le date sono importanti. O meglio, diamo molta importanza alle date. O meglio, diamo molta importanza a fatti avvenuti in passato e usiamo le date per ricordarcene. Viviamo nel passato usando le date come alibi per festeggiare, commemorare, ricordare avvenimenti belli, brutti, felici, tragici. Viviamo nel passato, nella nostalgia dei tempi andati. Commemoriamo fatti avvenuti quando ancora non eravamo nemmeno nati. Forse nemmeno un’idea nella mente di Dio. Che poi dipende sempre da chi è il tuo Dio e dal fatto che abbia o meno avuto idee su di te. Commemoriamo, ricordiamo, festeggiamo fatti storici che a ben guardare se non fossero mai avvenuti forse noi vivremmo meglio. Sicuramente chi ora non c’è più, ed è vissuto all’epoca di quei fatti, se la sarebbe passata sicuramente meglio, considerato che molti fatti che commemoriamo comportano il ricordarsi di un gran numero di morti. Forse era meglio all’epoca ricordarsi che la vita umana è il bene più prezioso. Una data, persino un ora...

APERITIVO PER DUE

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  Il rito dell’aperitivo, consumato al tavolino di un bar fronte mare, con i pescherecci che si preparano ad uscire per un’altra nottata di pesca. Una coppia, due amici, due amanti in cerca di discrezione lontano dai luoghi cui sono soliti muoversi. Un tavolino, due calici, qualcosa da stuzzicare e poi tante chiacchiere.   Chiacchiere ad alta voce quelle di due amici che parlano di donne, calcio, della loro vita che scorre lente. Sussurri di due innamorati in vacanza. Magari la loro prima vacanza insieme. Sole, mare… Sussurri ancora più discreti quelli di due amanti clandestini che consumano un cocktail prima di ritornare alle loro vite come nulla fosse. Questo e altro attorno ad un piccolo tavolino in riva al mare, i pescherecci sonnolenti si destano per la pesca, il passeggio pre serale in cerca di un ristornate, il girono che volge al termine, la notte pronta a scatenarsi. Alla prossima…

TRE AMICI AL BAR

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Tre amici di quelli di altri tempi. Di quelli su cui puoi sempre contare. Di quelli con cui invecchi ma in realtà sembra che gli anni non passino mai. Di quelli con cui continui a ridere e scherzare allo stesso modo a venti, a trenta, a quaranta, a cinquant’anni. Di quelli che non abbandoni mai. Di quelli che la vita a volte, con i suoi bivi, le sue strade, ti porta via e ti restituisce dopo anni. Anni che poi non sembrano essere passati perché è come essersi salutati la sera prima. Amici come quelli di un vecchio film di Monicelli che si rifiutano di crescere. Anche se a vederli bene non sono loro che non vogliono crescere ma è la vita che fa crescere tutti gli altri in modo diverso. Giusto o sbagliato che sia non ha importanza. Con amici così si può affrontare tutto e andare ovunque. Alla prossima…

IL PIANOFORTE

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  Uno strumento che permette di suonare note a volumi diversi semplicemente variando la pressione sui tasti. Una   rivoluzione che fa sentire la sua voce   sul finire del 1600 alle corti italiane prima ed europee dopo. Poter variare il volume delle note è come variare il tocco dell'anima dell'ascoltatore da parte di chi accarezza i tasti. Può scuoterti con una sferzata di energia. Può coccolarti facendoti sognare su lievi note. Ti accompagna lungo i sentieri nascosti della sua e della tua anima solo   variando il tocco dei tasti, pigiando un pedale, modificando un accordo... Con uno strumento del genere viaggi...viaggi in posti lontani...voli sugli assoli dei compositori classici che hanno fatto la storia di quegli 88 tasti e un attimo dopo sei in un fumoso bordello della New Orleans di inizio novecento dove un semisconosciuto pianista allieta i clienti con note soavi...suonate in punta di piedi, per non disturbare...sfiorando quei   i tasti bianchi e neri q...

I FIORI NON ESISTONO PIU

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E se i fiori non esistessero più? Se avessimo consumato questo pianeta fino a renderlo una sterile roccia? Una domanda provocatoria a cui il COLLETTIVO f16 ha cercato di dare una risposta attraverso la fotografia. Noi del collettivo ci siamo immaginati in un futuro lontano (noi si spera il più lontano possibile). Un futuro dove per ammirare un fiore si è costretti ad andare in un museo. Un luogo asettico, bianco. Quasi un sacrario. Un luogo dove enormi schermi digitali proiettano immagini di fiori colorati. Un luogo dove il colore dei fiori e della natura che fu, fa da contrasto al bianco accecante dell'ambiente. La nostra immaginazione si è trasformata in realtà e ha prodotto le immagini che potete vedere e che sono state esposte durante la manifestazione PARASTISSIMA Torino nella splendida cornice della ex scuola di artiglieria nel cuore della città. Per il terzo anno consecutivo abbiamo giocato con le idee e la fotografia e siamo stati ancora una volta premiati con la poss...

CIELO

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TERRA

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UNA COSA SECCA

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UNA COSA CHE DEVE NASCERE

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UN BUCO IN UN ALBERO

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