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ITINERARI LETTERARI #1

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  Torino è una città dai mille volti. Passeggi per le sue vie e puoi passare attraverso mille suggestioni, mille passaggi. Storia che sta nei libri di scuola ma anche storie piccole che nei libri no trovano posto e le trovi scritte sulla pietra di qualche lapide, sui muri di qualche palazzo. Vie, palazzi, persone che sono passati tutti da questa città e hanno lasciato un segno e che scopi per la prima volta o ritrovi in un libro. Magari un libro letto a scuola, obbligato dalla maestra, e che all’epoca nemmeno ti piacque. Proprio perchè imposto. Oggi abbiamo l’abitudine di andare di fretta. Corriamo d auna parte all’altra, ci affanniamo a cercare di completare tutti gli impegni della giornata dimenticandoci di quello che abbiamo intorno. Passiamo per le nostre città senza nemmeno accorgerci di quello che ci circonda. Non importa se siamo ragazzi, adolescenti, manager in carriera o operai in una catena di montaggio. Siamo diventati ignari del mondo che ci ospita. Ignari e ignoran...

NON SENSE PHOTO #16 - LA GOMMA DA MASTICARE

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  Credo che ognuno di noi nella vita abbia assaggiato almeno una volta la gomma da masticare. Nella regione in cui vivo conosciuta anche come "cicca". Dai gusti più vari e dai colori ancora più assortiti (meglio non sapere con assoluta precisione come e con che cosa erano e sono tutt'ora ottenuti quei colori) la gomma da masticare era un passatempo pomeridiano di quando ero molto, molto giovane. Oggi troviamo in commercio gomme salutari, gomme che pretendono di sostituire lo spazzolino da denti, gomme dai gusti naturali. Quando ero solo un ragazzino esistevano solo gomme buone, colorate e piene di zuccheri. Ipercaloriche insomma. Ma tutti quegli zuccheri non erano un problema. Ognuno di noi aveva una linea da far invidia al miglior fotomodello del momento. Passando praticamente tutti i giorni a correre dietro a un pallone e stando costantemente all'aria aperta estate ed inverno nessuno di noi ha mai sofferto di problemi di peso. Quando ero ragazzino però esistevan...

NON SENSE PHOTO #14 - BIANCO E NERO

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Bianco. Nero. Buio. Luce. Freddo. Caldo. Tutto. Nulla. Un muro. Bianco a dir la verità. Tagliato in due da un’ombra netta. Decisa. Un ombra che traccia un confine netto. Una linea invisibile ma invalicabile. Una linea che divide. Non divide solo il muro. Lui sta li, il muro. Non gli interessa. Per lui è solo la solita ombra. Cambia posizione con le stagioni. Ma è sempre li. Siamo noi che ci poniamo domande. Che cerchiamo di capire anche quando forse da capire non ci sta nulla. Siamo noi con i nostri occhi imperfetti sempre alla ricerca di qualcosa. Siamo noi con le nostre menti a volte curiose a volte ottuse che cerchiamo spiegazioni a tutti i costi. Siamo noi a vedere cose in quel bianco e in quel nero, cose che esistono solo nella nostra mente. Siamo noi a fantasticare di suggestioni e sensazioni che due semplici colori sembrano darci. Ma sempre semplici colori restano. Siamo noi a cercare anche quando non c’è nulla da trovare. Siamo noi a farci domande anche quando le risposte n...

LA DATA

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Le date sono importanti. O meglio, diamo molta importanza alle date. O meglio, diamo molta importanza a fatti avvenuti in passato e usiamo le date per ricordarcene. Viviamo nel passato usando le date come alibi per festeggiare, commemorare, ricordare avvenimenti belli, brutti, felici, tragici. Viviamo nel passato, nella nostalgia dei tempi andati. Commemoriamo fatti avvenuti quando ancora non eravamo nemmeno nati. Forse nemmeno un’idea nella mente di Dio. Che poi dipende sempre da chi è il tuo Dio e dal fatto che abbia o meno avuto idee su di te. Commemoriamo, ricordiamo, festeggiamo fatti storici che a ben guardare se non fossero mai avvenuti forse noi vivremmo meglio. Sicuramente chi ora non c’è più, ed è vissuto all’epoca di quei fatti, se la sarebbe passata sicuramente meglio, considerato che molti fatti che commemoriamo comportano il ricordarsi di un gran numero di morti. Forse era meglio all’epoca ricordarsi che la vita umana è il bene più prezioso. Una data, persino un ora...

IL DITO DI COLOMBO

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  Nella città di Torino esiste una scultura che raffigura e commemora Cristoforo Colombo. Il celebre navigatore, quello della scoperta diciamo “casuale” dell’America.   Cosa c’entra poi Colombo con Torino bho? Non lo so sinceramente e forse nemmeno mi interessa saperlo. Le amministrazioni cittadine delle varie epoche commemorano sempre personaggi a loro più o meno cari, vuoi per far piacere a se stesse, vuoi per accontentare i loro elettori. Non si sa… Mistero… Mistero come il fatto che il dito mignolo di quel gruppo scultoreo, probabilmente bronze,o è oggetto di continuo sfregamento da parte dei passanti tanche che in passato fu addirittura sostituito per usura e che, credo, debba nuovamente essere ripristinato. Perché? Perché nonostante si viva in un mondo iper tecnologico in fondo siamo superstizioni come e forse di più dei nostri antenati cavernicoli che non sapevano spiegarsi il fuoco e l’alternanza giorno-notte, e attribuivano tali fenomeni a qualche entità superiore...

LA BILBIOTECA

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  Stupisce nell’era tecnologica degli smartphone, dei lettori e-book, delle notizie e delle nozioni a portata di mano vedere una piccolo biblioteca allestita contro una vecchia finestra di un ancor più vecchio palazzo. Siamo in un piccolo paesello perso fra rimasugli di campi, strade rettilinee e grandi palazzoni di cemento all’orizzonte. Appoggiati fra le sbarre di una vecchia finestra una serie di libri, lasciati lì da qualcuno che evidentemente ha ancora a cuore la cultura. Una biblioteca  fatta di libri datati, romanzi d’appendice, parti di enciclopedie. Libri scalcinati come il palazzo che ospita la finestra ma con un merito enorme: sono li a disposizione di tutti. Chiunque può allungare la mano, prendere un libro, lasciarne uno a sua volta per alimentare quella piccola biblioteca. Quelle poche braci di cultura che ancora restano accese in un luogo estemporaneo soffocate dagli smartphone, dall’ignoranza diffusa, dal nozionismo. Mi piace pensare questi luoghi come a ri...

APERITIVO PER DUE

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  Il rito dell’aperitivo, consumato al tavolino di un bar fronte mare, con i pescherecci che si preparano ad uscire per un’altra nottata di pesca. Una coppia, due amici, due amanti in cerca di discrezione lontano dai luoghi cui sono soliti muoversi. Un tavolino, due calici, qualcosa da stuzzicare e poi tante chiacchiere.   Chiacchiere ad alta voce quelle di due amici che parlano di donne, calcio, della loro vita che scorre lente. Sussurri di due innamorati in vacanza. Magari la loro prima vacanza insieme. Sole, mare… Sussurri ancora più discreti quelli di due amanti clandestini che consumano un cocktail prima di ritornare alle loro vite come nulla fosse. Questo e altro attorno ad un piccolo tavolino in riva al mare, i pescherecci sonnolenti si destano per la pesca, il passeggio pre serale in cerca di un ristornate, il girono che volge al termine, la notte pronta a scatenarsi. Alla prossima…

SOLITUDINE

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  Quanto può essere strano essere soli in un mondo perennemente connesso. Abbiamo tutti in tasca un rettangolo di plastica e metallo che con un click ci permette di vedere in tempo reale cosa succede dall’altra parte del mondo eppure siamo soli. Grazie ad internet possiamo parlare con un perfetto sconosciuto dall’altra parte del mondo, possiamo lavorare da casa, possiamo vedere un film, possiamo ascoltare musica. Poi però siamo soli. Internet riempie le nostre vite di rumori di fondo, intasa il nostro cervello di informazioni, spesso inutili. Internet riempie la nostra solitudine. Il bello della fotografia è che ti permette di vedere, se vuoi davvero vedere, cose che altrimenti finirebbero nascoste sotto quell’assordante rumore di fondo generato dalla costante connessione che abbiamo sempre in tasca col mondo virtuale. Grazie alla scusa della fotografia ti accorgi della solitudine che lentamente avanza e si insinua fra noi. La vedi nei gesti lenti, negli atteggiamenti sommessi,...

TRE AMICI AL BAR

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Tre amici di quelli di altri tempi. Di quelli su cui puoi sempre contare. Di quelli con cui invecchi ma in realtà sembra che gli anni non passino mai. Di quelli con cui continui a ridere e scherzare allo stesso modo a venti, a trenta, a quaranta, a cinquant’anni. Di quelli che non abbandoni mai. Di quelli che la vita a volte, con i suoi bivi, le sue strade, ti porta via e ti restituisce dopo anni. Anni che poi non sembrano essere passati perché è come essersi salutati la sera prima. Amici come quelli di un vecchio film di Monicelli che si rifiutano di crescere. Anche se a vederli bene non sono loro che non vogliono crescere ma è la vita che fa crescere tutti gli altri in modo diverso. Giusto o sbagliato che sia non ha importanza. Con amici così si può affrontare tutto e andare ovunque. Alla prossima…

PEN SHOW

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Il lontano 2019 ha visto nascere un nuovo progetto. O meglio, ha visto l'evoluzione di un progetto concretizzatosi anni fa e in continua evoluzione per rimanere sempre attuale e al passo con i tempi e allo stesso tempo offrire sempre di più. Il 2019 ha visto nascere una nuova associazione che ha raccolto il testimone del progetto TURIN PEN SHOW portando forze fresche e idee nuove per provare a realizzare un evento unico nel suo genere. L'ASSOCIAZIONE PENNAMANIA, questo il nome della nuova realtà ha dato vita al suo promo PEN SHOW organizzando non solo un semplice incontro fra appassionati e collezionisti, ma un vero e proprio contenitore di eventi dove la passione per la scrittura e il suo strumento principe, la penna, hanno fatto da protagonisti. Il dibattito, il confronto, la calligrafia hanno occupato un'intera giornata nella splendida cornice dell'NH HOTEL nel cuore medioevale di Torino, impegnando non solo appassionati del settore ma anche operatori, produtto...

NON SENSE PHOTO #11 - CURVE

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Nuovo appuntamento NON SENSE. Oggi parliamo di curve. Non quelle delle donne. Ma di curve. Quelle che puoi trovare in giro. Oppure quelle della Vita. Passeggiando mi sono imbattuto in una meravigliosa panchina in metallo tutta curve. Scomoda come poche. Le bacchette in metallo, fredde fra l'altro, ti si piantano dovunque e rendono la permanenza davvero difficile. Uno cerca una panchina per riposarsi un po' dopo una lunga passeggiata, ne trova finalmente una libera, anche carina dai con quel suo andamento sinuoso, ci si siede e...taak! Ci si alza subito perché scomoda da morire. Ma tant'è, che volete farci? Nelle scuole di design italiane certo che insegnano che la forma deve essere diretta conseguenza della funzione, che il compito del designer è quello di realizzare oggetti belli si ma funzionali, ma a quanto pare il messaggio non viene recepito. Peccato per la scomodità ma una bella foto di una curva ci stava. Tutta sfocata sullo sfondo. Pochissima profondità di campo...

IL PASSATO RITORNA

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Il passato torna sempre dicevano. I fantasmi del passato non ci abbandonano mai. Sono un eterno ritornare, alla memoria, nella vita quotidiana. Che siano persone, cose, oggetti, tornano sempre a perseguitarci. Fin qui la retorica. Il passato è passato e viverci dentro quando siamo nel presente non è cosa buona. Fa perdere il senso delle cose, o come diceva un grande scrittore italiano "il senso della frase". Vivere nel passato non è vivere. E' inseguire ricordi, è inseguire voli pindarici della mente. E' farsi una solenne sega mentale con i se e con i ma. Siamo esseri razionali fatti per vivere nel presente. Il passato è passato. A volte però il passato ritorna. Sotto forma di oggetti. Anche se viviamo in piani anni 2000, siamo sopravvissuti al passaggio del millennio, la tecnologia è andata avanti, ogni tanto oggetti dal passato affiorano alla mente. O meglio, affiorano agli angoli meno probabili della nostra vita. Così un giorno passeggi per un paesino della c...

ALTRI TEMPI

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Quando si stava peggio si stava meglio. I tempi andati sono sempre i migliori. Bellissime frasi fatte, piene di retorica, che inesorabilmente ci legano al passato. Un'ancora, una palla di metallo che ci portiamo dietro e di cui non riusciamo proprio a fare a meno. Eh si, perché sarebbe facile togliersi questo peso e andare leggeri verso il futuro ma probabilmente non abbiamo il coraggio di farlo. Di coraggio si tratta, non di essertene in grado. A volte stiamo meglio non sapendo cosa ci aspetta. Quando basterebbe poco per stare meglio. Così per le nostre città vedi ancora carretti trainati da cavalli, usciti da un portale interdimensionale pensi. Invece no. Sono usciti da qualche cascina soffocata da immensi palazzoni che ancora resiste con le sue tradizioni nonostante tutto. Le auto, le tangenziali, la velocità. Resiste ad una Vita lenta. Fatta di tradizioni. Una Vita d'altri tempi. Una Vita che si rifiuta di vivere nel presente e si ancora al passato con tutte le sue forz...

CRASH! BLAM

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Post muto. Senza parole. Non c'è bisogno di parole. Alla prossima...

VIGILI DEL FUOCO

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Sono sempre lì, pronti a  fare il loro dovere. Nascosti dietro le loro maschere, con gli elmi enormi calati sulla testa. Noi non li vediamo ma loro sono sempre li. Fanno un lavoro difficile, con attrezzature spesso inadeguate. Rischiano   la salute, a volte di più, la loro vita. Hanno famiglie a casa che li aspettano ma non esitano in servizio perché in fondo, forse, considerano un po’ tutti la loro famiglia. Fanno un lavoro bellissimo, perché cosa c’è di più bello che aiutare il prosimo? Ma spesso…a che prezzo? Alla prossima...

PASSATO

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Il progresso corre. Non possiamo fermarci di fronte a nulla. La società evolve. Eppure sento che siamo tanto, troppo legati al nostro passato che questo diventa quasi un'ancora che ci ferma nella corsa al futuro. Girando per le nostre città troviamo ancora dinosauri risalenti al nostro boom economico lì a testimoniare da dove siamo partiti. Ma se ci guardiamo intorno purtroppo spesso ci accorgiamo di non essere andati molto più in là. Questo vecchio edificio industriale quando è stato fotografato quasi per caso era l'ultimo baluardo di quella vecchia economia fatta di enormi società che quando ti capitava di andarci a lavorare come impiegato face vi fatica a capire cosa dovevi fare. Enormi megaditte fantozziane fatte di passacarte in giacca e cravatta che si arrabattano tutto il giorno spesso senza sapere nemmeno loro per cosa. Vecchi residui industriali a punteggiare le nostre città felicità di schiere di giovani architetti che non vedono l'ora di poter mettere le lo...

NON SENSE PHOTO #11 - FACCE

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Forse già lo sapete. Sono papà di una splendida bimba. No, tranquilli non è il post dove chiacchiero di mia figlia coprendola di virtù come fanno normalmente tutti i padri e postando innumerevoli sue immagini che la riprendono in tutte le situazioni della sua quotidianità. Quel post non vedrà mai la luce. IN realtà avere una figlia, o un figlio, sopratutto se di età molto piccola ti permette di avventurarti in quei luoghi chiamati parchi con una macchina fotografica al collo senza essere guardato male dai genitori degli altri infanti (a ragione aggiungerei, i tempi purtroppo sono profondamente diversi da quando ero io il piccolo fruitore del parco). Avere la macchina sempre dietro permette (oltre all'indubbio vantaggio di realizzare splendidi ricordi della tua prole, che guarderai con nostalgia e lacrimuccia annessa quando questa sarà grande, via di casa chissà dove) anche di indagare il parco e i suoi misteri. Misteri si, perché ci sono almeno un paio di cose degne dell'in...

IL TORET

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  Il Toret è un blocco di ghisa verde bottiglia. Lo puoi trovare per le strade di una sola città al mondo. Torino. Il Toret è in realtà una fontana. Dispensa acqua e assicura un po' di frescura nelle torride estati cittadine. Ha una testa di toro dal quale sgorga acqua in continuazione. I Toret, evviva lo spreco, non hanno rubinetto. Il Toret non è solo una fontana, è anche il simbolo di una città. Questa fontanella è entrata nell'immaginario collettivo. Le vie di Torino non si possono immaginare senza un Toret che dispensa acqua fresca. Del resto il toro è il simbolo della città stessa dove il simbolismo è tutt'ora vivo e palpabile per le sue vie. Non possiamo quindi non immaginare una semplice fontana come il simbolo di una città intera. Non possiamo paragonare la forza del toro al carattere e alla forza di una città che ha sempre saputo reagire con forza e carattere a tutto quello che la Storia grande e piccola gli ha messo sulla strada. Quando vi capita di passeggiare p...

IL TEA

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Avevo già scritto su questa bevanda. Come si era forse capito una delle mie preferite. Come tale, amo gustarla in tutta tranquillità. Prepararla da me con tutta calma. Scegliere la miscela mentre l'acqua nel bollitore sul fuoco raggiunge la giusta temperatura, ne troppo calda, altrimenti brucerebbe le delicate foglie, ne troppo tiepida che non permetterebbe a tutto l'aroma di spigionarsi. Aspettare il tempo di infusione. Gustare l'attesa, perché anche l'attesa è piacere. Spesso però gli impegni di questa vita fatta di corse, di incastri, di chiacchiere di lavoro e affari con persone che in realtà non conosciamo davvero, mi impediscono di compiere il mio quotidiano rito del tea. Così sono costretto ad andare in un bar e cercare lì di gustare il mio tea quotidiano. Quando questo mi è possibile ovviamente. Il bar è un luogo di chiacchiere, di colazioni veloci ed ancor più veloci pranzi. Un luogo di aperitivi dove socializzare e lasciare almeno una parte delle ten...

NON SENSE PHOTO #10 - CEMENTO

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Nuovo appuntamento non sense. Siamo la civiltà del cemento. E' vero, questa è la rubrica del non senso. La foto no dovrebbe avere un senso. E se la guardate bene un senso effettivamente non lo ha. Forse. O forse si. Questo, se ne avete voglia, lascio deciderlo a voi. Poi se vi fa piacere fatemelo sapere che cosa ci avete visto nella foto. Fotograficamente parlando, nell'immagine vedete una macchia nera, sono alberi (questo ve lo dico io), messi su uno sfondo di un qualcosa di indistinto (è una struttura in cemento, fidatevi), no ha molto senso. Volevo però usare questo scatto per una riflessione. Che poi è la frase di apertura di questo post. Siamo la società del cemento. Abbattiamo alberi, devastiamo la natura, consumiamo suolo solo ed esclusivamente per costruire cemento. Abitazioni in serie a forma di grandi scatole tristi e deprimenti che spesso restano vuote perché costano troppo e pochi possono permettersi di acquistarne una. Se riescono è solo a costo d...