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NON SENSE PHOTO #16 - LA GOMMA DA MASTICARE

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  Credo che ognuno di noi nella vita abbia assaggiato almeno una volta la gomma da masticare. Nella regione in cui vivo conosciuta anche come "cicca". Dai gusti più vari e dai colori ancora più assortiti (meglio non sapere con assoluta precisione come e con che cosa erano e sono tutt'ora ottenuti quei colori) la gomma da masticare era un passatempo pomeridiano di quando ero molto, molto giovane. Oggi troviamo in commercio gomme salutari, gomme che pretendono di sostituire lo spazzolino da denti, gomme dai gusti naturali. Quando ero solo un ragazzino esistevano solo gomme buone, colorate e piene di zuccheri. Ipercaloriche insomma. Ma tutti quegli zuccheri non erano un problema. Ognuno di noi aveva una linea da far invidia al miglior fotomodello del momento. Passando praticamente tutti i giorni a correre dietro a un pallone e stando costantemente all'aria aperta estate ed inverno nessuno di noi ha mai sofferto di problemi di peso. Quando ero ragazzino però esistevan...

NON SENSE PHOTO #15 – ATOLLI

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  La pausa estiva è finita e il blog ritorna con una nuova foto dal progetto NON SENSE. Quante volte appoggiando un bicchiere sul tavolo questo ha lasciato la sua bella impronta circolare? Sempre direi. Potrebbe essere una nuova Legge di Murphy. O forse esiste già. Devo andare a controllare. Tutte le volte che poggiamo un bicchiere su un tavolo questo lascia la sua impronta d’acqua. Postulato inconfutabile. O quasi. Bhe, veritiera o meno questa affermazione, faceva così caldo che volevo un bicchiere d’acqua. Lo prendo dallo scolapiatti sopr ail lavello, lo riempio di prezioso liquido fresco, mando giù e appoggio il bicchier esul tavolo. E questo lascia subito la sua brava impronta circolare. Non completa. Solo parziale. Allora la mente vaga e arriva agli atolli della polinesia E propio come un piccolo atollo con la sua lagina interna sperduto in un mare cristallino quell’imprinta di bicchiere si perde nell’immensità dle tavolo. Un piccolo atollo d’acqua su una superficie di l...

NON SENSE #13 – FRUTTA

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Una banana, una mela, un kiwi e un mandarino. Frutta. Ripresa dall’alto. Frutta un po’ vecchiotta. Almeno la banana. Frutta piena di vitamine, buona, salutare. Frutta. Messa li sul tavolo bianco. Asettico. Quasi un tavolo operatorio o un tavolo delle autopsie. Frutta buttata li come viene viene. Senza uno scopo, senza un perché. Frutta lasciata invecchiare. Frutta non mangiata. Le sue vitamine non ci aiuteranno. Non ci proteggeranno dai malanno stagionali. Frutta vecchia. Dalla buccia nera, macchiata e rugosa. Frutta scartata perchè non bella. Frutta che deve sottostare anche lei alle regole non scritte di una società dove il bello (apparente) comanda. Se non sei bello, perfetto, prestante sei scartato. Per fortuna non ti tirano le pietre come cantava Antoine in una famosa canzone. Frutta nata brutta sull’albero e suo malgrado scartata proprio per la sua estetica da una società che  non è più in grado di guardare oltre le apparenze e sceglie il bello senza qualità a discapito d...

SOLITUDINE

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  Quanto può essere strano essere soli in un mondo perennemente connesso. Abbiamo tutti in tasca un rettangolo di plastica e metallo che con un click ci permette di vedere in tempo reale cosa succede dall’altra parte del mondo eppure siamo soli. Grazie ad internet possiamo parlare con un perfetto sconosciuto dall’altra parte del mondo, possiamo lavorare da casa, possiamo vedere un film, possiamo ascoltare musica. Poi però siamo soli. Internet riempie le nostre vite di rumori di fondo, intasa il nostro cervello di informazioni, spesso inutili. Internet riempie la nostra solitudine. Il bello della fotografia è che ti permette di vedere, se vuoi davvero vedere, cose che altrimenti finirebbero nascoste sotto quell’assordante rumore di fondo generato dalla costante connessione che abbiamo sempre in tasca col mondo virtuale. Grazie alla scusa della fotografia ti accorgi della solitudine che lentamente avanza e si insinua fra noi. La vedi nei gesti lenti, negli atteggiamenti sommessi,...

IL PASSATO RITORNA

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Il passato torna sempre dicevano. I fantasmi del passato non ci abbandonano mai. Sono un eterno ritornare, alla memoria, nella vita quotidiana. Che siano persone, cose, oggetti, tornano sempre a perseguitarci. Fin qui la retorica. Il passato è passato e viverci dentro quando siamo nel presente non è cosa buona. Fa perdere il senso delle cose, o come diceva un grande scrittore italiano "il senso della frase". Vivere nel passato non è vivere. E' inseguire ricordi, è inseguire voli pindarici della mente. E' farsi una solenne sega mentale con i se e con i ma. Siamo esseri razionali fatti per vivere nel presente. Il passato è passato. A volte però il passato ritorna. Sotto forma di oggetti. Anche se viviamo in piani anni 2000, siamo sopravvissuti al passaggio del millennio, la tecnologia è andata avanti, ogni tanto oggetti dal passato affiorano alla mente. O meglio, affiorano agli angoli meno probabili della nostra vita. Così un giorno passeggi per un paesino della c...

VIGILI DEL FUOCO

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Sono sempre lì, pronti a  fare il loro dovere. Nascosti dietro le loro maschere, con gli elmi enormi calati sulla testa. Noi non li vediamo ma loro sono sempre li. Fanno un lavoro difficile, con attrezzature spesso inadeguate. Rischiano   la salute, a volte di più, la loro vita. Hanno famiglie a casa che li aspettano ma non esitano in servizio perché in fondo, forse, considerano un po’ tutti la loro famiglia. Fanno un lavoro bellissimo, perché cosa c’è di più bello che aiutare il prosimo? Ma spesso…a che prezzo? Alla prossima...

NON SENSE PHOTO #11 - FACCE

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Forse già lo sapete. Sono papà di una splendida bimba. No, tranquilli non è il post dove chiacchiero di mia figlia coprendola di virtù come fanno normalmente tutti i padri e postando innumerevoli sue immagini che la riprendono in tutte le situazioni della sua quotidianità. Quel post non vedrà mai la luce. IN realtà avere una figlia, o un figlio, sopratutto se di età molto piccola ti permette di avventurarti in quei luoghi chiamati parchi con una macchina fotografica al collo senza essere guardato male dai genitori degli altri infanti (a ragione aggiungerei, i tempi purtroppo sono profondamente diversi da quando ero io il piccolo fruitore del parco). Avere la macchina sempre dietro permette (oltre all'indubbio vantaggio di realizzare splendidi ricordi della tua prole, che guarderai con nostalgia e lacrimuccia annessa quando questa sarà grande, via di casa chissà dove) anche di indagare il parco e i suoi misteri. Misteri si, perché ci sono almeno un paio di cose degne dell'in...

IL TEA

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Avevo già scritto su questa bevanda. Come si era forse capito una delle mie preferite. Come tale, amo gustarla in tutta tranquillità. Prepararla da me con tutta calma. Scegliere la miscela mentre l'acqua nel bollitore sul fuoco raggiunge la giusta temperatura, ne troppo calda, altrimenti brucerebbe le delicate foglie, ne troppo tiepida che non permetterebbe a tutto l'aroma di spigionarsi. Aspettare il tempo di infusione. Gustare l'attesa, perché anche l'attesa è piacere. Spesso però gli impegni di questa vita fatta di corse, di incastri, di chiacchiere di lavoro e affari con persone che in realtà non conosciamo davvero, mi impediscono di compiere il mio quotidiano rito del tea. Così sono costretto ad andare in un bar e cercare lì di gustare il mio tea quotidiano. Quando questo mi è possibile ovviamente. Il bar è un luogo di chiacchiere, di colazioni veloci ed ancor più veloci pranzi. Un luogo di aperitivi dove socializzare e lasciare almeno una parte delle ten...

NON SENSE PHOTO #10 - CEMENTO

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Nuovo appuntamento non sense. Siamo la civiltà del cemento. E' vero, questa è la rubrica del non senso. La foto no dovrebbe avere un senso. E se la guardate bene un senso effettivamente non lo ha. Forse. O forse si. Questo, se ne avete voglia, lascio deciderlo a voi. Poi se vi fa piacere fatemelo sapere che cosa ci avete visto nella foto. Fotograficamente parlando, nell'immagine vedete una macchia nera, sono alberi (questo ve lo dico io), messi su uno sfondo di un qualcosa di indistinto (è una struttura in cemento, fidatevi), no ha molto senso. Volevo però usare questo scatto per una riflessione. Che poi è la frase di apertura di questo post. Siamo la società del cemento. Abbattiamo alberi, devastiamo la natura, consumiamo suolo solo ed esclusivamente per costruire cemento. Abitazioni in serie a forma di grandi scatole tristi e deprimenti che spesso restano vuote perché costano troppo e pochi possono permettersi di acquistarne una. Se riescono è solo a costo d...

L'URLO DELLA TERRA

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Nel momento in cui scrivo questo post nel mondo, in aree geografiche diverse, la natura subisce ancora una volta l'ignoranza dell'uomo venendo devastata. Incendi di proporzioni enormi divorano senza sosta centinaia, migliaia di alberi insostituibili. I ghiacciai perenni si sciolgono creando nuovi paesaggi e colori là dove eravamo abituati a vedere solo il blu del cielo e il bianco del ghiaccio. Nel momento in cui scrivo questo post ho la fortuna di ritrovarmi circondato da ulivi secolari e per quanto abbiano una bellezza ancestrale data dalla loro età, la mia curiosità è attratta no da questi esemplari rigogliosi e carichi di frutti che presto diventeranno uno dei prodotti che il mondo intero ci invidia, ma da quegli individui più defilati. Quelli con meno frutti. Meno chioma. Quelli con il tronco segnato dalle malattie e dalle intemperie. Quelli piegati dagli anni, con la corteccia aperta in più punti e il tronco esposto ai parassiti. Quelli segnati da lunghe e profo...

L'ARMADIO

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Nella vita, a volte, per mille ragioni, capita che ti ritrovi spesso a casa di altre persone. Come ospite. Come residente temporaneo. Come ombra fugace che si trattiene il tempo di una lacrima o di una parola   di conforto. Da piccoli quanti di noi andavano dai nonni? Tutti immagino. In visita, in vacanza qualche settimana durante le estati. Poi cresci e in vacanza vai con gli amici. Con la fidanzata. Poi nella vita magari scegli di aiutare il prossimo e ti danno una divisa. A volte blu, a volte rossa, ma sempre con una croce sopra. Una specie di lascia passare per entrare nelle case delle persone provando a dar loro conforto. A volte riesci. A volte no. Per lavoro capita che ti ritrovi ancora ad entrare nelle case di estranei come una meteora. Magari perché sei bravo a raccontare con le immagini e ti hanno chiesto di raccontare il loro giorno più bello. Spesso sei ospite con la tua famiglia, fresca fresca, appena formata, in una casa dove i ricordi sono quelli dell...

IL CASTELLO

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Esistono luoghi al mondo, costruiti magari secoli fa, su cui ancora oggi ci interroghiamo. Perché sono stati costruiti, perché proprio lì, e proprio così. Che funzione mai dovevano avere. Esistono luoghi dentro di noi che nessun altro conosce o comprende. Luoghi che ogni tanto sentiamo il bisogno di esternare e che spesso no vengono capiti. Quando questi si manifestano ecco che nascono luoghi come il nostro castello. Costruito sull'unica altura che possiate incontrare nel raggio di chilometri. Nel bel mezzo di un paesaggio vasto quasi come l'infinito dove cielo e terra sembrano volersi toccare. Costruito con una pietra bianca che riflette il sole. O meglio è costruito con una pietra bianca baciata dal sole. Un sole duro, caldo, avvolgente, che rende se possibile il paesaggio ancora più alieno.   Costruito da un re. Perché solo i re costruiscono castelli. Costruito da un re che on era solo un re. Costruito ancora oggi senza un apparente perché. Costruito con una forma ...

NON SENSE PHOTO #9 - L'ALTALENA

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Avere una figlia piccola di 3 anni vuol dire andare alla ricerca di tutti i parchi gioco che possono anche solo vagamente esistere nel circondario. Grande o piccolo che sia ogni parco va esplorato. Ogni gioco va provato. In fondo come fai a sapere se una cosa ti piace se non l'hai mai provata? Le altalene, così come le giostrine non sono mica tutte uguali. Ai nostri occhi di adulti forse si. Anzi, senza forse, si, i giochi nei parchi sono tutti uguali. Agli occhi di un bambino assolutamente no. Ogni parco, ogni gioco, ogni giostrina è un mondo nuovo da esplorare. E' un'avventura nuova da vivere. Una sera, durante una passeggiata abbiamo scoperto l'ennesimo parco. Piccolino. Raccolto. Pochi giochi. Uno scivolo. E un'altalena. Quella della foto. Non una grande altalena. Nelle nostre esplorazioni, vi posso assicurare, abbiamo scoperto altalene decisamente più belle. questa oltretutto non potevamo nemmeno utilizzarla perché era realizzata con sedili per soli bimbi...

NON SENSE PHOTO #8 - LA BUSTINA DI ZUCCHERO

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Quando vado al bar amo sedermi ad un tavolino e sorseggiare lì il mio caffè. Mi piace guardare le persone che vanno e vengono cercando di immaginarmi le loro vite, i loro perché. Ogni bar è come un porto. Passano le persone più varie. E come ogni porto ha la sua anima in base a dove si trova, così i bar hanno la loro clientela. Una clientela sempre diversa in base a dove si trova il bar. Prendere un caffè in un bar può essere solo un momento di pausa e allo stesso tempo un'esperienza incredibile solo facendo più attenzione al nostro prossimo. Qualche volta però capita che tutti i tavolini siano pieni, così mi avvicino al bancone e ordino lì il mio caffè. Quello che mi piace trovare è un bancone con qualche testimonianza del passaggio di altri avventori prima di me. No perché ami il disordine o la sporcizia, ma perché mi dà l'idea di un luogo vissuto. Qualcuno prima di me ha sorseggiato lì il suo caffè. Un caffè non è solo un caffè. In quella tazzina noi mettiamo tutte...

VIAGGIO - BUIO - LUOGHI

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Viaggio. Senza il, senza se, senza ma. Viaggiare. Con una meta. Viaggiare senza un luogo a cui arrivare. Viaggiare per scoprire luoghi o se stessi. Mettersi in movimento. Fare su quattro cose e andare. Senza stare a pensarci troppo. Buio. Notte. Ombre scure dove nulla vedi. Nulla distingui. Poi luci. Perché senza luce non può esserci buio. Luci colorate. Gialle. Rosse. Luci bianche. Linee. Punti, accecanti come fari. Appena distinguibili come le stelle in un cielo dominato da un a luna enorme. Bianca e prepotente. Luci naturali. Luci artificiali. Buio che è solo buio. Fatto di ombre. Fatto di nero. Appiccicoso, caldo, afoso. Che ti resta addosso e non va via. Luoghi. Oasi di luce in un deserto di buio. Ripari per viandanti. Non luoghi. Non ripari per viaggiatori veloci senza una meta. Senza un perché. Miraggi di luci e ombre ai margini di un nastro nero. Odori forti. Cattivi. Nauseanti. Ripari di fortuna per moderni caravanserragli sfortunati. Oggetti lontani che sfrecc...