DIVINITA’
Non è una storia. E’ un pensiero legato all'immagine. Un'immagine che mi ha particolarmente colpito. Su di un banco, nella confusione della fiera il mio sguardo curioso si è soffermato su un numeroso gruppo di statuine. Tutte dai colori accesi. Dettagliate. La mano dell'artigiano ha lavorato pazientemente per rendere viva materia inanimata.
Una di fianco all'altra stavano tutte o quasi le divinità dell'affollato mondo religioso asiatico. Kalì, Shiva, Ganesh, e altre che la mia ignoranza non mi permette di riconoscere mi hanno fatto riflettere su quanto siamo legati al mondo del religioso. Di quanto abbiamo bisogno e necessità di credere che le nostre vite siano legate a filo doppio a entità divine. Di quanto abbiamo bisogno di rivolgerci a a loro perchè guidino il nostro cammino. Di quanto inconsciamente ci attacchiamo all'idea che la vita non finisca dopo la morte.
In ogni epoca l'uomo ha creduto che esseri sovrannaturali guidassero le sue azioni. In ogni epoca un ristretto gruppo di uomini ha controllato le azioni e il pensiero dei più, facendo loro credere di essere in contatto con questi esseri, con queste divinità. Ogni epoca, compresa la nostra, ha avuto il suo numero più o meno grande di divinità, di sacerdoti, di profeti, veri o presunti, che hanno preteso di controllare le vite di tutti gli altri ignari loro simili trasformandoli in una massa ubbidiente. In un gregge.  
Assordati dalle prediche e dai moniti non ci siamo mai resi conto che gli unici artefici del nostro destino siamo solo ed unicamente noi stessi. Non una presunta divinità. Alla quale ci viene chiesto di credere per fede. E nemmeno il suo sacerdote. Uno come noi. Che pretende di parlare per voce di una divinità. 
Solo noi siamo padroni del nostro destino. Solo noi possiamo decidere delle nostre vite. Nel bene e nel male. Assumendoci le responsabilità derivate dalle nostre azioni. Sperare che un essere divino possa intervenire risolvendo i nostri problemi equivale a scappare da quei problemi.
Ogni volta che l'uomo ha creduto in una divinità, ogni volta che l'uomo ha creduto alle parole di un sacerdote, di un profeta, è fuggito dai problemi. Si è annullato come uomo lasciando che un suo simile dominasse la sua vita e le sue azioni.
Il nostro pensiero. Il nostro bagaglio di esperienze. Questo è ciò di cui abbiamo bisogno per proseguire il cammino della vita.
La religione è come oppio che annebbia la mente.
Alla prossima…


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