FOGLIE
“Si sta come d'autunno sugli alberi le foglie”.
Nuova storia. Nessun pezzo da mettere sul piatto. Solo silenzio. Solo i versi di una vecchia poesia ad accompagnare le immagini d'apertura. Versi non miei ovviamente. Non faccio il poeta. Versi che arrivano dal fondo di un buco nero che lascia intravedere la luce. Versi a cui penso tutte le volte che i boschi vestiti d'autunno mi regalano l'immagine delle foglie cadute.
L'autunno è la stagione migliore per ascoltare le storie dei boschi. Lungo sentieri immaginari tracciati fra gli alberi si può ascoltare la natura che si prepara al grande freddo. Che pian piano si sopisce. Paradossalmente
proprio in questo periodo, proprio mentre si prepara al letargo, la natura ci regala il meglio di se. Indossando il vestito migliore. Quasi a volerci salutare nel migliore dei modi. Un arrivederci a primavera che non fa rimpiangere i fasti dell'estate. Mille sfumature di rosso, giallo e arancione colorano tutto. Alberi,
foglie, erba, cieli al tramonto. Ammirando questo spettacolo non posso fare a meno di pensare che quelle foglie dai mille colori in realtà sono morte. Non daranno più la vita all'albero che le ha accolte sui suoi rami durante l'estate. L'estetica della morte. Si dà il meglio di se solo nell'ora finale. Ammirandole mi ritornano alla mente quei versi studiati sui banchi di scuola. Versi che lì, nel freddo di un'aula, sembravano avere poco senso. Versi che qui, nel caldo abbraccio di un bosco autunnale assumono tutt'altro sapore. Si dà il meglio di se solo nell'ora finale. Come fecero i ragazzi protagonisti di quei versi. Che diedero il meglio di se sapendo di essere alla fine.
Così durante l'autunno preferisco i boschi alle montagne. Preferisco il profumo delle foglie rosse, gialle e arancioni all'aria fredda e pungente delle cime. Preferisco l'albero alla nuda roccia.
Passeggio. Gli occhi sempre a caccia di un'immagine. L'orecchio teso ad ascoltare le parole degli alberi portate dal vento. L'animo che si riempie di quiete. Una quiete simile a quella che la montagna regala. Forse più calda. Più avvolgente. E’ sempre madre natura mi dico. Qui come lassù la sua voce è la stessa. 
Passeggio. E catturo immagini multicolori di foglie. Un click dopo l'altro. E la mente non può non andare a quei versi. La bellezza della morte. Come la chiamavano alcuni poeti.
Alla prossima…


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