UNA MACCHIA DI COLORE
Come quelle che si vedono per terra quando dipingiamo casa. Così mi è sembrato il piccolo fiorellino della foto. Solitario. Su un pendio di erba ancora secca, bruciata dal freddo e dalla neve che fino a pochi giorni prima la ricopriva. Mettevi comodi, disco sul piatto…“Something to Believe In” potrebbe essere un'idea…nuova storia…quella di un piccolo fiore che annuncia un cambiamento…
Sera prima della partenza. Controllo dell'attrezzatura. Cibo, acqua, macchina fotografica, filtri, cavalletto. Le solite cose tutte stipate nello zaino. Anche lui freme. Ha voglia di salire, sempre più in alto. Di respirare l'aria di spazi infiniti. Di calcare pendii e ripide discese. Di sentirsi solo e libero nel mezza della natura. Affacciato alla finestra vedo le cime appena illuminate dalla luna. Sono cariche di neve. Sarà uno spettacolo penso. Domani ci sarà da sudare per aprirsi una strada sul sentiero innevato. Sempre che riesca a trovarlo.
Non sono preoccupato. Quando salgo, anche nelle peggiori condizioni, sono sempre tranquillo. Perchè so di essere con un amico. E quando sei con un amico mica sei preoccupato no? No, la mia non è incoscienza. 
E’ consapevolezza di se stessi. E’ fiducia nella natura. Nella montagna.
La meta è una valle. Conosciuta dai più ma isolata durante l'inverno. La neve congela tutto e impedisce ai turisti della domenica di invaderla. Almeno per qualche mese. La mattina dopo sveglia prestissimo e muso dell'auto in direzione delle montagne. La primavera è alle porte ma a quell'ora fa freddo. Mi stringo nella giacca e guido pensando alla quiete della natura che mi aspetta. Penso al sentiero. A quanta energia mi servirà per percorrerlo tutto. Penso anche che ogni passo sarà più leggero del precedente. Penso che su
quella pietraia, l'ennesima, lascerò tutto me stesso per tornare a valle con lo zaino vuoto. Per tornare a valle con l'animo svuotato del nero della vita di tutti i giorni…La meta si avvicina. I mucchi di neve ai margini della strada si fanno sempre più alti. Presto dovrò lasciare l'auto e proseguire a piedi. Alla fine arrivo al paese di fondovalle. Nessuno per le strade. I pochi negozi ancora chiusi. La luce dell'alba illumina appena le cime che mi circondano. Lascio l'auto in un parcheggio coperto di neve fresca, forse caduta durante la notte. Allungo la mano per prenderne un pò. La sensazione è fantastica. Sembra quasi di spogliarsi della vita di tutti i giorni e di tornare alle nostre origini. Il freddo intenso di quel mucchietto di acqua congelata è come una frustata ai sensi. Zaino in spalla e si parte. Oggi la mia strada comincia lì. In quel parcheggio. Con il sapore della neve fresca che libera la mia mente.
Per un lungo tratto seguo l'asfalto. Poi comincia il sentiero vero e proprio. Un cartello avvisa del pericolo di neve alta. Il transito è vietato. Il passo bloccato da una sbarra. Proseguo. I primi metri sono i più difficili. I più duri fisicamente. Lo zaino è pesante. Le gambe rigide. Affondo nella neve fin quasi al ginocchio. Ogni passo è sfiancante. Fisicamente e mentalmente. L'aria fredda riempie i polmoni. Poi all'improvviso le gambe diventano leggere. Il passo più fermo. I muscoli non soffrono più così tanto. Il corpo si abitua. La mente si apre. Si svuota. L'animo è in pace e in sintonia con la natura. La salita diventa un piacere. Gli ostacoli dei primi metri non sono più tali. Più salgo e più la sensazione di benessere aumenta. Nessun pericolo. Sono con un amico. Sono fra amici. Il sole si alza. Il vento fischia fra le cime ora illuminate giocando con la neve sulle creste creando disegni dalle forme più disparate. Diventi tutt'uno con quello che ti circonda. La montagna mi ha accolto. Oggi ha deciso che posso passare. Posso ammirare i suoi angoli più nascosti. Posso ascoltare le sue storie. Come quella del piccolo fiore della foto. La bellezza della natura e la sua tenacia racchiuse in un piccolo capolavoro di colore che nasce e cresce in un ambiente duro e difficile. Circondato da erba secca e gelida neve. Un segno della primavera che arriva? No. Un segno di rinascita. Per chi è in grado di coglierlo. Il tempo di prendere l'attrezzatura e…click…è già ora di riprendere il cammino. La testata dalla valle mi aspetta. Ma questa è un'altra storia…
Alla prossima…


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