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ON LOCATION

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Il bello di realizzare immagini no è portare a casa una bella fotografia. Il bello di avere la fotografia nella propria vita non è realizzare una bella immagine. Il bello di andare alla ricerca di immagini è proprio la ricerca. E' svegliarsi prima dell'alba per assistere ad uno degli spettacoli più belli che la natura possa offrirci. Il bello della fotografia forse è avere una scusa che ci faccia vedere il mondo con occhi diversi. E' imparare a guardare quello che ci circonda con gli occhi dell'anima e stupirci di fronte alle cose come si stupirebbe un bambino. Nelle foto di oggi non è importante l'alba, no è importante la foto. Non conta la tecnica o l'attrezzatura. Conta solo essere stati lì. E' importante la sveglia prima dell'alba per no mancare l'appuntamento. In un mondo perfetto queste dovrebbero essere le cose importanti. Il nostro mondo però non è perfetto per questo ogni tanto è bene ricordare. Al di là del...

L'ARMADIO

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Nella vita, a volte, per mille ragioni, capita che ti ritrovi spesso a casa di altre persone. Come ospite. Come residente temporaneo. Come ombra fugace che si trattiene il tempo di una lacrima o di una parola   di conforto. Da piccoli quanti di noi andavano dai nonni? Tutti immagino. In visita, in vacanza qualche settimana durante le estati. Poi cresci e in vacanza vai con gli amici. Con la fidanzata. Poi nella vita magari scegli di aiutare il prossimo e ti danno una divisa. A volte blu, a volte rossa, ma sempre con una croce sopra. Una specie di lascia passare per entrare nelle case delle persone provando a dar loro conforto. A volte riesci. A volte no. Per lavoro capita che ti ritrovi ancora ad entrare nelle case di estranei come una meteora. Magari perché sei bravo a raccontare con le immagini e ti hanno chiesto di raccontare il loro giorno più bello. Spesso sei ospite con la tua famiglia, fresca fresca, appena formata, in una casa dove i ricordi sono quelli dell...

IL CASTELLO

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Esistono luoghi al mondo, costruiti magari secoli fa, su cui ancora oggi ci interroghiamo. Perché sono stati costruiti, perché proprio lì, e proprio così. Che funzione mai dovevano avere. Esistono luoghi dentro di noi che nessun altro conosce o comprende. Luoghi che ogni tanto sentiamo il bisogno di esternare e che spesso no vengono capiti. Quando questi si manifestano ecco che nascono luoghi come il nostro castello. Costruito sull'unica altura che possiate incontrare nel raggio di chilometri. Nel bel mezzo di un paesaggio vasto quasi come l'infinito dove cielo e terra sembrano volersi toccare. Costruito con una pietra bianca che riflette il sole. O meglio è costruito con una pietra bianca baciata dal sole. Un sole duro, caldo, avvolgente, che rende se possibile il paesaggio ancora più alieno.   Costruito da un re. Perché solo i re costruiscono castelli. Costruito da un re che on era solo un re. Costruito ancora oggi senza un apparente perché. Costruito con una forma ...

DIETRO LE SBARRE

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Puoi mettere il mare dietro le sbarre? Il mare è indomabile. E' una forza della natura. E' qualcosa di immenso. non puoi contenerlo. E' un vicino invadente. Può starsene buono e tranquillo fino a che non si stanca di te e comincia ad arrabbiarsi talmente tanto e con tanta forza da lasciare solo macerie dietro di se. Può alzare talmente tanto la sua voce da lasciarti terrorizzato. Dopo che si è sfogato torna ad essere il vicino placido e quieto di prima. Sei tu diverso. Se hai sentito la voce del mare, quello cattivo, allora comincerai ad averne più rispetto. No. Non può essere il mare dietro le sbarre quello nella foto. Siamo noi ad essere prigionieri di quella grata di ferro. E quella è la nostra unica visuale. Un miraggio che no si può toccare. L'abbiamo anche decorata quella grata, così sembra meno triste. Il mare. Lui è finalmente libero. Libero da chi non lo rispetta. Da chi lo disprezza. Da chi lo usa senza rimorso e da chi non lo capisce credendolo ...

AGLI ANTIPODI

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Capita alle volte, quando torniamo a casa, di affacciarci alla finestra e cominciare a pensare. Guardi il panorama che hai davanti agli occhi, magari lo hai visto chissà quante volte, e lasci che i pensieri scorrano liberi. In realtà pensi sempre a qualcosa, lì su due piedi. Poi la mante comincia   a vagare libera per sentieri sconosciuti e a fare associazioni di idee che durante il giorno, preso dalla frenesia della routine quotidiana, nemmeno ti sogneresti di fare. Poi all'improvviso ti riprendi e spesso nemmeno ricordi a cosa stavi pensando. La mente cancella le tracce dei passaggi che compie, quasi a vergognarsene, oppure seppellisce talmente in profondità quei pensieri che solo apparentemente ci sembra di non ricordali ma in realtà essi sono lì e prima o poi torneranno a galla. Tu rimani lì a fissare il panorama, sguardo perso, e all'improvviso ti accorgi di guardare un'enorme gru gialla figlia dell'ennesimo cantiere edile che si staglia nel cielo nero de...

NON SENSE PHOTO #9 - L'ALTALENA

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Avere una figlia piccola di 3 anni vuol dire andare alla ricerca di tutti i parchi gioco che possono anche solo vagamente esistere nel circondario. Grande o piccolo che sia ogni parco va esplorato. Ogni gioco va provato. In fondo come fai a sapere se una cosa ti piace se non l'hai mai provata? Le altalene, così come le giostrine non sono mica tutte uguali. Ai nostri occhi di adulti forse si. Anzi, senza forse, si, i giochi nei parchi sono tutti uguali. Agli occhi di un bambino assolutamente no. Ogni parco, ogni gioco, ogni giostrina è un mondo nuovo da esplorare. E' un'avventura nuova da vivere. Una sera, durante una passeggiata abbiamo scoperto l'ennesimo parco. Piccolino. Raccolto. Pochi giochi. Uno scivolo. E un'altalena. Quella della foto. Non una grande altalena. Nelle nostre esplorazioni, vi posso assicurare, abbiamo scoperto altalene decisamente più belle. questa oltretutto non potevamo nemmeno utilizzarla perché era realizzata con sedili per soli bimbi...

NON SENSE PHOTO #8 - LA BUSTINA DI ZUCCHERO

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Quando vado al bar amo sedermi ad un tavolino e sorseggiare lì il mio caffè. Mi piace guardare le persone che vanno e vengono cercando di immaginarmi le loro vite, i loro perché. Ogni bar è come un porto. Passano le persone più varie. E come ogni porto ha la sua anima in base a dove si trova, così i bar hanno la loro clientela. Una clientela sempre diversa in base a dove si trova il bar. Prendere un caffè in un bar può essere solo un momento di pausa e allo stesso tempo un'esperienza incredibile solo facendo più attenzione al nostro prossimo. Qualche volta però capita che tutti i tavolini siano pieni, così mi avvicino al bancone e ordino lì il mio caffè. Quello che mi piace trovare è un bancone con qualche testimonianza del passaggio di altri avventori prima di me. No perché ami il disordine o la sporcizia, ma perché mi dà l'idea di un luogo vissuto. Qualcuno prima di me ha sorseggiato lì il suo caffè. Un caffè non è solo un caffè. In quella tazzina noi mettiamo tutte...