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LEGGERMENTE FUORI FUOCO

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E' sfocata! E' una foto da buttare. Normalmente si. Le foto sfocate si devono buttare. Errore nostro o del meccanismo di fuoco della macchina, inutile cercare un colpevole. Si butta e si rifà. Senza starci a pensare su nemmeno un momento. A volte però è bello fermarsi un momento. Prendere fiato e riflettere. Fa sempre bene. Non solo in fotografia. Se dovessimo sempre seguire questa regola, "è sfocata, si butta" noi oggi non avremmo una delle più crude testimonianze della follia umana. Ci saremmo persi decine e decine di fotografie sfocate che però raccontano le piccole storie di gente semplice chiamata a fare una cosa più grande di loro. Cercatevelo il libro. LEGGERMENTE FUORI FUOCO. Leggetelo. Poi scoprirete che non è sempre così facile mettere a fuoco. Complice il freddo, la voglia di giocare, il buio le luci, l'attrezzatura pesante, una città invernale, nemmeno a me è sembrato così semplice mettere a fuoco. E sapete una cosa? Anche nello sfocato esiste bell...

LA CITTA' DI NOTTE

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Di notte tutto è diverso. Lo diceva anche un cantante italiano di qualche tempo fa. Se vi piace e ve lo ricordate, mettete su il suo pezzo. In rete lo trovate sicuramente. E venite a passeggiare nella città di notte. La notte è fredda. Tutti sono a casa, al caldo, dietro spesse porte blindate. Di notte apprezzi gli spazi vuoti. Ampi. E ti chiedi di giorno dove vadano a finire. Forse sono sempre lì. Ma sono pieni di persone e non li vediamo. La notte è luce. Delle lampade dei lampioni. Delle luminarie quando è festa. Delle vetrine. Perché anche se i negozi sono chiusi le vetrine non dormono mai. Sono sempre accese. La notte in città è fatta di strade vuote che all'improvviso si riempiono di auto. Il traffico sembra la marea. A volte va, a volte viene. E' fatta di gente che passeggia in cerca di un bicchiere, o solo di un momento di relax. Di coppie in cerca di un ombra in cui appartarsi e bruciare la loro passione. La notte è gli ultimi. Che cercano pochi spiccioli vendend...

FOOLISH

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Quello odierno non è il solito post con la solita foto. Oggi vorrei farvi vedere il motivo della lunga assenza. In parte dovuta al non avere nulla o quasi da raccontare...anche se in realtà in questo periodo qualcosa per il blog è nato. Continuate a leggere e scoprirete di cosa sto parlando. In parte la colpa è di FOOLISH. Un progetto editoriale, più una follia a ben pensare, ma che sta dando i suoi frutti. FOOLISH è una rivista, anzi, è un contenitore. Di oggetti, rari, da collezionisti. Ma anche di idee, di voglia di fare. E' il contenitore di una squadra che da un paio d'anni a questa parte sta usando parte del suo tempo quotidiano per far cresce questa folle idea di rivista. Digitale per ora. Cartacea a breve...stiamo lavorando anche a quello. Stiamo perché anche io faccio parte di questo piccolo gruppo che poi è una redazione a tutti gli effetti, guidata da un giornalista a tutti gli effetti che si fa in quattro per coordinare tutti noi sparsi in giro per il mondo. E ...

UN RICORDO

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100 post! Un traguardo! Almeno per me, sempre preso da mille cose, scrivere 100 post è un traguardo! Sapendo che vivo il blog come una creatura famelica che chiede sempre nuovi contenuti, nuove idee, sempre diverse, che stupiscano, 100 post meritano un festeggiamento! Il blog è un passatempo, e come tale va coltivato quando se ne ha voglia. Quando si ha qualcosa da dire. Quel qualcosa da dire che è lì, sulla nostra strada. Solo che noi non siamo ancora arrivati in quel punto per vederlo. E raccontarlo. Questo post è un po' il punto di incontro di una ricorrenza (100 post!) e del raggiungimento di un punto sulla strada che percorro. L'altro giorno ero al supermercato. Con mia moglie e mia figlia. Lascio che la spesa la faccia mia moglie. A me piace perdermi e girovagare senza meta fra gli scaffali dei prodotti. Osservare le scatole. I colori. La disposizione dei prodotti. Le foto che pubblicizzano quel prodotto stampate sulle scatole. E ora mi piace farlo ancora di più. Perché...

GIORNO #30 AUTORITRATTO

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Giorno 30 Autoritratto E siamo arrivati alla fine. Finalmente! La Lista cominciava a diventare opprimente con le sue continue richieste giornaliere. Come per la prima foto anche l’ultima è un autoritratto. Forse per mettermi davanti ai miei cambiamenti. Realizzare un autoritratto è forse uno dei compiti più difficili dal punto di vista fotografico. Fotografare se stessi non vuol dire solo mettersi davanti all’obiettivo e fare click. Farsi una fotografia è farsi un ritratto vero e proprio di come ci si vede. Di chi siamo in realtà. Perché la macchina fotografica non mente. Non usa mezze misure. Registra tutto. Forse per questo il fotografo si mette al sicuro dietro di essa per riprende la realtà. In questo modo è sicuro di non doversi mettere a nudo. Il mio autoritratto è solo parziale. Lo era all’inizio perché strada facendo avrei sicuramente imparato qualcosa che qui avrei dovuto mostrare. M...

GIORNO #29 BIANCO E NERO

Penultimo giorno. Siamo quasi alla fine. Oggi sfida difficile. Un bianco e nero. Il mio genere preferito. Il bianco e nero non distrae. Va dritto al sodo. Il colore ti fa perdere di vista il senso e il messaggio. Il bianco e nero no. Con lui non hai scuse. Anche per oggi ho deciso di non scattare. Ho pescato negli archivi. Due vecchie stampe. Un pò anonime e bruttine a guardarle oggi. Ma molto importanti per me. Fin dall'inizio il mondo del bianco e nero mi affascinava. Prima ancora di acquistare una macchina fotografica erano le stampe in bianco e nero a catturare la mia attenzione. La capacità di vedere senza la distrazione del colore è una di quelle cose che non smetterà mai di conquistarmi. La maestria nel dominare una scala non di colore ma che va dal nero al bianco è pura alchimia. Gli scatti di oggi sono il primo traguardo dopo numerosi fallimenti nel mondo del mio bianco e nero. Sono il risultato di tanti tentativi e tanti fallime...

GIORNO #28 FIORI

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Giorno 28. Tema facile facile solo in apparenza. I fiori. E si perché mica è semplice ritrarre dei fiori. Non sono mai stati uno dei miei soggetti preferiti. Per cui mi sono dovuto impegnare per rappresentarli. Alla fine, visto che il soggetto mi interessa poco, mi sono anche impegnato poco. Lo ammetto. Ho fatto dei semplici scatti di fiori. Però ho scelto di stampare le foto e fotografarle alla rinfusa. Come fossero un set. Un trofeo da esporre. In realtà potevo seguire le orme di grandi fotografi che prima di me hanno fotografato i fiori dandogli un significato. Beh... oggi ho deciso che le mie fotografie non dovessero avere necessariamente un significato. Ho fatto delle semplici, banali cartoline colorate. Nulla di più. I fiori non sono il mio soggetto preferito. Non in questa parte di vita perlomeno. Magari in futuro non sarà così... Alla prossima...